Bonus tv: sarà Poste a consegnare i decoder ai pensionati meno abbienti - CorCom

L’INIZIATIVA

Bonus tv: sarà Poste a consegnare i decoder ai pensionati meno abbienti

La misura riguarda i cittadini con più di 70 anni titolari di una pensione inferiore ai 20mila euro annui. Per ottenere il device basterà concordare un appuntamento telefonico con l’azienda

20 Dic 2021

Sarà Poste Italiane a occuparsi della consegna di un decoder di importo non superiore a 30 euro ai cittadini di età superiore a 70 anni e titolari di una pensione fino a 20.000 euro annui. A prevederlo è il maxi emendamento alla Legge di Bilancio che è stato presentato venerdì in Senato dal Governo.

L’Esecutivo – come specifica TGPoste, telegiornale aziendale visibile su www.postenews.it – ha stanziato 68 milioni di euro per rinnovare il fondo Bonus Tv nato per supportare la popolazione nel passaggio alle nuove modalità di diffusione del segnale televisivo che entreranno in vigore definitivamente a gennaio 2023, quando i canali saranno visibili solo da chi possiede una tivù HD o un decoder.

I cittadini che avranno diritto ad accedere a questa agevolazione saranno informati direttamente da Poste Italiane (nella foto l’Ad Matteo del Fante) con una lettera, che informetà gli interessati del fatto che potranno richiedere e ricevere direttamente a domicilio un decoder senza necessità di andare ad acquistarlo. “Chi vorrà sfruttare questa opportunità – spiega l’azienda – potrà concordare con l’azienda un appuntamento telefonico o tramite l’ufficio postale o tramite una piattaforma dedicata per fissare un giorno nel quale il portalettere consegnerà il decoder a casa. Inoltre, i cittadini che aderiranno alla misura riceveranno da Poste Italiane assistenza telefonica per installare il nuovo apparecchio”.

Poste Italiane, che ha già affiancato il governo in operazioni di sostegno alle fasce di popolazione più deboli e bisognose come la consegna a domicilio delle pensioni – si legge in un comunicato – ha stretto un accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico mettendo a disposizione la capillarità della sua rete fatta di quasi 13mila uffici postali e oltre 30mila portalettere, “per supportare il Paese nella transizione tecnologica e contribuire a colmare il divario digitale tra le generazioni”.

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