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L’ASTA

Calcio in Tv, ecco il nuovo bando per i diritti tv Serie A 2018-2021

La Lega Serie A approva le regole dell’asta, con 18 voti favorevoli e l’astensione di Napoli e Roma. Corsa aperta per gli operatori satellitari, online e del digitale terrestre e in seconda battuta per gli intermediatori finanziari

05 Gen 2018

A. S.

La Lega Serie A ci riprova. Dopo aver rinviato, a giugno, l’asta per i diritti Tv del massimo campionato nazionale di calcio, ieri sera l’assemblea dei club ha approvato il nuovo bando, per il triennio 2018-2021, con 18 voti a favore e due contrari, quelli di Napoli e Roma.  Il bando si rivolge in prima battuta agli operatori tradizionali della Tv satellitare, del digitale terrestre e online, mentre un secondo bando “subordinato” riguarda gli intermediari finanziari indipendenti. Il termine fissato per e offerte di chi vorrà aggiudicarsi i diritti di trasmissione è il 22 gennaio, per un prezzo minimo complessivo dei pacchetti fissato a un miliardo e cinquanta milioni di euro.

“E’ stato un percorso lungo e corretto – ha commentato a fine giornata il commissario della Lega Serie A, Carlo Tavecchio – il percorso è stato sostenuto dalla struttura della Lega, che voleva raggiungere assolutamente oggi questo traguardo per non perdere opzioni nei confronti dei mercati internazionali”.

Il bando verrà pubblicato ufficialmente sabato 6 gennaio sul sito della Lega Serie A, ed è composto essenzialmente da due parti: la prima ricalca le regole della competizione rinviata a giugno ma con prezzi minimi diversi: i pacchetti A e B, per piattaforma satellitare e digitale terrestre, daranno la possibilità di trasmettere le gare di 8 big esclusa la Roma, per una valutazione minima di circa 260 milioni di euro. Il pacchetto che offerte gli stessi contenuti per le piattaforme Internet è invece valutato 140 milioni. Infine i pacchetti D1 e D2 offrono l’esclusiva di 12 squadre, Roma Compresa, e hanno un prezzo minimo complessivo attorno ai 320 milioni, contro i 400 di base d’asta del primo bando. 50 milioni è infine il prezzo minimo dei diritti accessori.

Entro il 22 gennaio, oltre ali operatori, dovranno presentare le proprie offerte anche gli intermediari finanziari indipendenti, che subentrerebbero nel caso che la prima parte dell’asta non producesse i risultati minimi richiesti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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