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LA POLEMICA

Calcio in Tv: primi esposti a Lega e Antitrust sui disservizi di Dazn

Le associazioni di consumatori inviano le segnalazioni degli utenti: “Necessario garantire condizioni più eque”. Uncem scrive alla Pay Tv via Internet che si è aggiudicata una parte dei diritti Tv per la serie A: “Serve un patto per azzerare il digital divide”.

27 Ago 2018

A. S.

Un reclamo indirizzato all’Antitrust per far sentire la voce degli abbonati a Dazn, la piattaforma digitale che si è aggiudicata uno dei pacchetti per la trasmissione dei match di serie A di Calcio, delusi per i disservizi che si sono verificati nelle prime due giornate di campionato. A inoltrare le segnalazioni sono state fiora due associazioni dei consumatori, Altroconsumo e Aidacon. Uncem intanto, l’Unione nazionale Comuni, Comunità ed enti montani, ha scritto una lettera a Dazn chiedendo alla società un patto per superare il divario digitale nelle aree montane e interne del Paese.

A scendere in campo per prima è l’associazione di consumatori Aidacon: “Attraverso il reclamo inoltrato in queste ore alla Lega Serie A e all’Antitrust – spiega il presidente Carlo Claps – Chiediamo un immediato intervento al fine di creare condizioni più eque per uttti i consumatori”. “Il problema principale – spiega al quotidiano Il Mattino – è costituito dal fatto che se oggi l’abbonato decidesse di risolvere il contrato a causa del cattivo funzionamento della piattaforma televisiva, resterebbe senza alternativa per le partite della propria squadra del cuore. Infatti l’attuale sistema di assegnazione portato avanti dalla Lega è assolutamente illegittimo in quanto tutela i consumatori che si sentono doppiamente beffati”.

Altroconsumo, dal canto suo, ha scritto alle società interessate, Perform Group/Dazn e Sky, e ha iviato una segnalazione ad Antistrust e Agcom, chiedendo di “approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile – sottolinea l’associazione – che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio”. “Nelle settimane scorse abbiamo assistito al rimpallo da parte degli operatori per giustificare i disservizi – sottolinea  Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo – Noi non ci stiamo: i consumatori stanno pagando e non devono fare da tester per le nuove piattaforme. Diciamo no allo spacchettamento e al doppio abbonamento, e non è ammissibile che nonostante tutto i tifosi debbano subire anche disservizi nella fruizione delle partite”.

Direttamente alla piattaforma si rivolge invece Marco Bussone, presidente di Uncem, l’Unione nazionale Comuni, comunità ed Enti montani, che scrive una lettera a Marco Foroni e James Rushton, rispettivamente direttore di Dazn Italia e Ceo del gruppo.Avete constatato, nella prima e nella seconda giornata del Campionato di calcio di cui avete acquistato i diritti televisivi – recita la lettera – che il digital divide è un vero dramma per oltre il 60 per cento del Paese, per il 50 per cento dei cittadini che vivono nelle zone alpine e appenniniche. Questo divario, questa assenza di infrastrutture, rappresentano un danno per le comunità, per le imprese di quei territori, ma anche per aziende delle telecomunicazioni e per operatori che, per la mancanza di rete, non possono vendere pacchetti di servizi e opportunità per tutti i cittadini”.

Uncem è pronta a collaborare con voi per fare in modo che vi sia un’accelerazione nella realizzazione delle dorsali e degli anelli di banda ultralarga nel Paese, attraverso il Piano Bul di Mise e Infratel con l’appalto per quasi 3,5 miliardi vinto da Open fiber. Da tempo, da almeno dieci anni, la nostra Associazione denuncia il digital divide che colpisce in particolare le aree extraurbane, montagna e collina, in un Paese orograficamente complesso, ben più di altri Stati UE. Dunque sostenete con noi questa nostra storica sfida. A vostro vantaggio e a nostro beneficio. Voi eviterete le proteste dei tifosi e noi la frustrazione di essere territori marginalizzati dalla rivoluzione digitale, senza infrastrutture e dunque senza servizi”.

Che i problemi registrati dalla piattaforma in ITalia nelle prime due giornate di campionato non siano dovute a carenze della rete italiana e quindi al digital divide lo aveva però chiarito nei giorni scorsi lo stesso Ceo di Dazn, James Rushton, in un’intervista al Corriere della Sera: “Le infrastrutture italiane non sono un problema – aveva sottolineato dopo Lazio-Napoli, il match d’esordio in Italia – Al massimo dei nostri ascolti, domenica sera, Dazn stava usando soltanto il 30% della capacità di distribuzione attraverso i nostri partner, e lavoreremo ancora per migliorare il servizio”. Quanto agli ultimi sviluppi e agli esposti alle autority, Dazn per il momento non si è pronunciata, rinviando i commenti e le precisazioni alla fine della seconda giornata, dopo che questa sera si sarà giocato il “monday night”, Roma-Atalanta.

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