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TV PUBBLICA

Canone Rai in bolletta rimandato al 2016

Per il 2015 regime invariato. Il Governo si prepara a posticipare di un anno l’entrata in vigore delle nuove norme. Con un emendamento alla legge di Stabilità o con un decreto ad hoc a inizio 2015

12 Dic 2014

Antonello Salerno

Il canone Rai inserito nella bolletta elettrica slitta al 2016. Rimane ancora un minimo di incertezza sulle modalità di questo rinvio, che manda la palla avanti di un anno rispetto ai tempi che erano finora stati previsti dal Ministero dello Sviluppo economico.Il semaforo verde alla “bolletta televisiva” potrebbe venire da un emendamento del Governo alla legge di Stabilità, che potrebbe essere presentato proprio in queste ore in commissione Bilancio al Senato. Oppure, insieme al Mef, l’esecutivo potrebbe decidere di non intervenire affatto sulla legge di stabilità, e rimandare la questione a un decreto ad hoc da programmare per uno dei primi consigli dei ministri del nuovo anno, come aveva lasciato intendere negli ultimi giorni il relatore del provvedimento, Giorgio Santini (Pd).

Intanto la Rai si è già attrezzata, e comunica sul proprio sito che per il 2015 il canone rimarrà invariato rispetto all’anno precedente e si continuerà a pagare con il consueto metodo del bollettino postale.

Che la riforma del canone fosse più complicata del previsto era apparso chiaro già dalla fine di novembre, quando dopo un fuoco di sbarramento dell’Assoelettrica e dell’opposizione, il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, aveva prospettato “una complessità tecnica della riforma del canone Rai di cui siamo consapevoli. I tempi sono stretti, ma l’esigenza di mettere mano alla tassa più evasa d’Italia in direzione di una maggiore equità resta”. “Stiamo verificando con il ministero dell’Economia se esistono tutte le condizioni per inserire le norme già da subito in Stabilità – aveva aggiunto – oppure quali siano le modalità, i percorsi e i tempi possibili”. Che a questo punto porterebbero al rinvio di un anno, con la Rai, a questo punto a maggior ragione preoccupata dal tasso d’evasione che a oggi sfiora i 600 milioni di euro l’anno, impegnata da subito all’avvio della nuova campagna abbonamenti per il 2015.

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