LA POLEMICA

Cinema e streaming, Univideo: “Per salvare le sale non si può penalizzare il digitale”

L’associazione degli editori audiovisivi inteviene sulla proposta del ministro Franceschini che punta a imporre una “finestra” di tre mesi prima della distribuzione dei film sulle piattaforme: “Il settore non si aiuta con le limitazioni, ma integrando modelli di visione diversi”

04 Apr 2022

Antonello Salerno

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Non discriminare in modo generalizzato la distribuzione dei film sulle piattaforme digitali a vantaggio delle sale cinematografiche, ma trovare un modo per sostenere insieme ai cinema l’intero comparto dell’audiovisivo, senza divieti o imposizioni. E’ la posizione di Univideo, associazione che rappresenta gli editori audiovisivi italiani, che ha deciso di scende in campo per manifestare le proprie critiche nei confronti delle recenti dichiarazioni del ministro della Cultura Dario Franceschini, che nei giorni scorsi ha annunciato l’intenzione di estendere a tutti i film la finestra di tre mesi che prevede la loro distribuzione esclusiva nelle sale cinematografiche.

“Ho già firmato il decreto che prevede 90 giorni nelle sale prima di andare sulle piattaforme. Questo vale da sempre in Italia per i film italiani che hanno avuto contributi pubblici. Ora stiamo lavorando, un po’ come hanno fatto in Francia, per immaginare una norma che estenda il principio anche a tutti i tipi di film, italiani e non italiani”, aveva detto Franceschini durante il convegno Anica ”La fabbrica delle immagini si ferma“.

Nel suo intervento il ministro si era soffermato sul fatto che le sale cinematografiche hanno sofferto nell’ultimo periodo per gli effetti concomitanti della pandemia e del boom delle piattaforme digitali: “Abbiamo già fatto molto con i fondi d’emergenza – aveva detto Franceschini – ma credo si debbano rivedere anche il mercato dell’offerta e servono misure di aiuto e tutela”.

Parole che non sono piaciute a Univideo, che esprime “scetticismo” rispetto alla posizione del ministro Franceschini rispetto alle piattaforme di streaming: “Comprensibile il supporto alle sale cinematografiche visto il difficile momento che stanno vivendo – si legge in una nota dell’associazione – ma non è certamente imponendo delle rigide finestre temporali che si genera respiro al settore del cinema. Servono scelte politiche coraggiose, che invoglino le persone a tornare in modo abituale nelle sale cinematografiche; servono aiuti concreti e immediati all’industria culturale tutta, incluso il comparto audiovisivo; serve comprendere che oggi non esiste una sola modalità di fruizione dei contenuti, si deve incentivare l’integrazione tra modelli di visione diversi, che non si elidano a vicenda, ma al contrario si completino, generando valore reale e diffuso per tutto il comparto”.

“Nei prossimi giorni – afferma Pierluigi Bernasconi, presidente di Univideo – chiederemo un incontro urgente con il Ministro per un confronto e per discutere insieme di proposte utili a preservare tutti i principali attori dell’industria audiovisiva, che rappresenta per il nostro Paese un pezzo importante di storia e di economia”. 

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