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Cinema, l’allarme della Ue. Perso l’80% di film muti

Nonostante l’impiego di tecnologie per la conservazione gran parte del patrimonio cinematografico rischia l’obsolescenza tecnologica. Il Commissario all’Agenda digitale Kroes: “Tutte le opere siano accessibili per sempre e a tutti”

06 Lug 2010

L'80% dei film muti europei probabilmente è già andato
perduto, ma anche i film della nuova era digitale non sono fuori
pericolo. E' questo l'allarme lanciato oggi dalla
Commissione europea, secondo cui il patrimonio cinematografico
dell'Europa e' a rischio estinzione.

''I film – dice il commissario per l'Agenda digitale,
Neelie Kroes – dovrebbero rimanere accessibili a tutti per sempre:
la produzione europea e' uno dei tesori culturali dei nostri
tempi. Le tecnologie digitali stanno andando in soccorso di questo
patrimonio fragile, ma dobbiamo vigilare affinche' il processo
di conservazione segua le migliori pratiche per ottenere i migliori
risultati possibili in tutta
l'Ue''.

Le tecnologie digitali, spiega Bruxelles, sono in costante
evoluzione e quel che ci sembra moderno oggi, nel 2020 ci
potra' sembrare superato, come le ormai
''antiche'' videocassette. Le istituzioni Ue
responsabili di custodire il patrimonio devono
quindi rimanere al passo con i tempi, adottare le nuove tecnologie
e progredire insieme a loro. Secondo un rapporto della Commissione
europea, conservare i fragili materiali cinematografici in
contenitori sigillati e archiviati non e' una garanzia che
questi siano accessibili in futuro, quindi occorre trovare nuovi
sistemi.