Dazn, cambia tutto per il calcio Serie A: ecco come funzionerà l’uso dei dispositivi - CorCom

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Dazn, cambia tutto per il calcio Serie A: ecco come funzionerà l’uso dei dispositivi

Secondo quanto risulta a CorCom fuori dall’abitazione si potranno vedere le partite da smartphone, pc o tablet, a patto che all’interno delle mura domestiche nessun altro abbia effettuato l’accesso tramite tv o altro device. Potrebbe profilarsi un modello alla “Netflix”: per aggiungere utenti bisognerà pagare. Stop ai “furbetti”. Ma monta la polemica degli utenti e quella politica. Il ministro Giorgetti convoca l’azienda che si dice “disponibile alla collaborazione e al confronto”

09 Nov 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Nessuna conferma né smentita in merito alle indiscrezioni del Sole 24Ore ma chi tace acconsente e che ci saranno delle novità a breve in merito all’uso dei dispositivi (tv, smartphone, pc e tablet) per la visione delle partite di calcio di Serie A può considerarsi una certezza.

Secondo quanto risulta a CorCom Dazn consentirà la visione delle partite di calcio in contemporanea da più di un dispositivo solo all’interno di una singola abitazione. Diversamente se si uscirà dal perimetro domestico la partita sarà visionabile in “mobilità” e quindi attraverso smartphone, pc o tablet che sia, esclusivamente da un solo utente. Per ricapitolare: se un abbonato sta guardando la partita a casa attraverso il televisore nessun altro utente potrà guardarla fuori casa (anche se appartenente al nucleo familiare); se invece a casa nessuno sta guardando la partita allora l’accesso sarà consentito da un dispositivo portatile fuori dalle mura domestiche.

Il modello non è nuovo e ricalca quello di Now Tv. Diversamente su Sky Go era invece consentita la visione in contemporanea delle partite di calcio su un massimo di due dispositivi associati al singolo abbonamento. Ma Dazn si appresta a varare le nuove regole per stanare i “furbetti” ed evitare che un singolo abbonamento venga utilizzato da persone non titolate ossia non paganti e che quindi non venga consentito l’accesso indiscriminato alla visione delle partite per le quali la società si è aggiudicata i diritti.

Potrebbe però esserci una variante, con la configurazione di un modello “ibrido” che ricalca in parte quello di Netflix: nel caso si volessero aggiungere “utenti” e quindi dispositivi si pagherebbe una fee aggiuntiva, una sorta dunque di pacchetto “premium”. Ma si tratta di rumors al momento, in attesa che Dazn faccia chiarezza.

La notizia del cambio di passo ha scatenato proteste e polemiche da parte degli utenti, delle associazioni dei consumatori e anche dal mondo politico. E l’intervento del governo.

Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha convocato al Mise i vertici di Dazn per fare chiarezza, a tutela dei consumatori, anche sulle ultime decisioni dell’azienda che detiene i diritti tv del calcio di serie A. Giorgetti, insieme con la sottosegretaria Anna Ascani che ha la delega sulla materia, ha invitato i rappresentanti Dazn martedì prossimo alle ore 15.  “Come di consueto siamo disponibili alla collaborazione e al confronto con le autorità e le istituzioni. A questo riguardo, abbiamo prontamente accolto l’invito da parte del Ministro dello Sviluppo Economico e dell’On. Anna Ascani, ad un confronto da svolgersi all’inizio della prossima settimana”, sottolinea Danz in una nota

La parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha annunciato che presenterà un’interrogazione parlamentare in caso di conferma delle indiscrezioni denunciando “una palese violazione delle regole anche di concorrenza da un lato e ad una palese compromissione dei diritti degli abbonati. E annuncia un’interrogazione anche il deputato Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu. “Prima di una riforma che possa modificare il contesto normativo, presenterò un’interrogazione per chiedere un intervento del governo. La questione non va derubricata come secondaria, perché tocca da vicino milioni di tifosi e appassionati che hanno sottoscritto un abbonamento. E, almeno fino alla fine della stagione, il contratto deve avere le stesse condizioni di quelle offerte all’inizio“.

Marco Lacarra, deputato del Partito democratico, considera, se confermata, la decisione di Dazn di cambiare unilateralmente le condizioni di utilizzo del contratto sottoscritto con gli abbonati “una grave lesione dei loro diritti”. E il deputato in una nota annuncia di aver già presentato interrogazione al ministro Giorgetti per “vigilare sulla situazione e intraprendere ogni utile iniziativa a tutela dei consumatori”. Massimiliano Capitanio, deputato Lega in Commissione Tlc e capogruppo in Vigilanza Rai evidenzia che “non era questo il segnale di attenzione che aveva richiesto la Camera con la Risoluzione votata in IX Commissione. Siamo nel libero mercato e ogni azienda si assume la responsabilità delle proprie scelte, ma dopo i disagi patiti dagli utenti questa estate, la notizia di un dimezzamento del servizio a canone invariato ci lascia sbigottiti. Auspichiamo un ripensamento da parte di Dazn, mentre alle autorità competenti spetterà la valutazione sulla liceità della modifica contrattuali”.

Dazn faccia marcia indietro, i diritti dei consumatori non sono un optional“, scrive in una nota il deputato M5s Alessandro Amitrano, secondo il quale “modificare unilateralmente le condizioni contrattuali a stagione in corso è a dir poco ingiusto. È sacrosanto combattere la pirateria, ma questa circostanza non deve trasformarsi in una scusa per colpire indiscriminatamente gli utenti, che hanno sottoscritto un contratto a certe condizioni e che ora le vedono unilateralmente modificate in corso d’opera. Auspico fortemente che Dazn possa tornare sui suoi passi”

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