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TV

Di Maio: “Serve una Rai più competitiva, digitale leva di rilancio”

Il ministro del Lavoro e Sviluppo economico: “Prima di ogni progetto di privatizzazione serve rimettere la tv pubblica in carreggiata e colmare il gap con le concorrenti europee sul fronte innovazione”

27 Ago 2018

F. Me

“Dobbiamo rimettere la Rai in carreggiata. Prima di tutto dobbiamo fare una ricognizione dei raccomandati che ci sono dentro, poi iniziare un progetto industriale innovativo che riguardi la digitalizzazione”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, intervistato da Forbes. “Il tema dei raccomandati si declina in questo modo. Ci sono circa 15 mila dipendenti dentro la Rai e le produzioni vengono tutte esternalizzate. Quindi ci sono un sacco di persone che non fanno nulla – ha aggiunto – Se invece cominciamo a riportare internamente le produzioni dei servizi cambia tutto. Chi non vuole lavorare si troverà un altro posto”.

“L’idea di vendere due reti della Rai era nel programma del Movimento del 2009 – prosegue il ministro – Poi negli anni, soprattutto entrando in commissione di vigilanza, ci siamo resi conto che prima di qualsiasi progetto di privatizzazione, qualora lo si volesse fare, c’è bisogno di renderla competitiva, cioè di renderla un prodotto appetibile perché vendere la Rai così com’è oggi sarebbe una svendita”.

“Nel contratto di governo non abbiamo inserito la vendita dei canali Rai ma il concetto di liberare la Rai, liberarla dalle lottizzazioni e iniziare un processo di digitalizzazione perché è incredibile che la Rai sia una delle grandi reti europee più indietro nel processo di innovazione – ha aggiunto – Se volete vedere un contenuto, provate ad utilizzare la app o il sito della Rai e scoprirete che è molto indietro rispetto alla Bbc ma anche rispetto a Mediaset in alcuni casi, senza parlare di Sky”.

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