Digitale terrestre, le Tv locali si appellano al Mise: "Più tempo per il bando frequenze" - CorCom

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Digitale terrestre, le Tv locali si appellano al Mise: “Più tempo per il bando frequenze”

L’associazione Cnrt chiede una proroga di un mese per la presentazione della domanda: “Periodo critico, urgente un differimento dei termini”

13 Gen 2021

L. O.

Trenta giorni di proroga per presentare la domanda di partecipazione al bando di gara del Mise, che scade il 30 gennaio: è quanto chiedono le tv locali aderenti all’associazione Cnrt-Tpd presieduta da Costantino Federico editore di Telecapri e che conta circa 82 associati. Questo perché, si legge in una nota, “la tempistica richiesta per la presentazione della domanda, considerato anche il trascorso periodo di festività natalizie con conseguente chiusura degli uffici, è da ritenersi insufficiente all’espletamento di tutti i necessari adempimenti volti alla presentazione della suddetta domanda”.

Il bando, pubblicato il 16 dicembre scorso, riguarda l’assegnazione agli operatori di rete dei diritti d’uso delle frequenze in digitale terrestre relative alle reti di primo e secondo livello per le aree tecniche della Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Operatori Tv in crisi

Secondo quanto previsto dal bando, la domanda di partecipazione alla procedura deve essere presentata entro il 30 gennaio secondo le modalità previste. Ma le Tv locali sono in affanno, fa presente il Coordinamento Nazionale Televisioni che chiede il “differimento dei termini di presentazione delle domande di almeno 30 giorni affinché si possa consentire agli Operatori di Rete di completare tutte le pratiche del caso”.

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“ll periodo è particolarmente critico per gli imprenditori del settore – dice Federico – considerato anche l’attuale e grave contesto di crisi economica, per cui ci si attende piena comprensione da parte del Ministero, sempre attento alle esigenze degli operatori locali, con un allungamento dei tempi, che consentirebbe più respiro e la possibilità di proseguire l’attività per molti di essi”.

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