Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

E-book, in Italia giro d’affari verso il raddoppio

L’Aie fa il punto sull’avanzamento del mercato: 18mila i titoli digitalizzati dai 1.600 di gennaio 2010. Vendite in aumento del 25% e il fatturato per fine 2011 è stimato fra i 3 ed i 4 milioni, dagli 1,5 di un anno fa. Polillo: “Editori italiani pronti alla sfida digitale”

12 Ott 2011

Cresce il mercato degli e-book in Italia sia in termini di titoli –
erano 1.619 quelli in italiano a gennaio 2010, sono circa 18mila ad
oggi – sia di fatturato, che si stima abbia raggiunto gli 1,5
milioni di euro a dicembre 2010 per raddoppiare (si stima che
arriverà a 3-4 milioni) a fine 2011 tra i 3 e i 4 milioni di euro.
E' questo il quadro presentato oggi alla Fiera del Libro di
Francoforte dall'Associazione Italiana Editori (Aie), secondo
cui pur rappresentando una quota ancora piccola del mercato
complessivo (0,04%) gli e-book non potranno che svilupparsi nei
prossimi anni. Basti pensare che sono quasi 19mila i titoli del
2010 contro i 6mila di dicembre 2010.

E anche per quel che riguarda i canali di vendita, pur
consolidandosi il trade (+4,2%) con in testa la tradizionale
libreria (+2,6%), Aie registra un vero e proprio boom delle
librerie online (+24,5%).
“Crescono, con il maggior tasso in assoluto, le vendite online
(+25%) – spiega Aie – non solo per l'ingresso di nuovi
operatori (laFeltrinelli.it a fine 2009, Amazon.it a fine 2010) o
per le politiche di promozione, ma soprattutto per cambiamenti nei
comportamenti d'acquisto da parte del pubblico”.

"Le vendite di ebook crescono, è vero, ma meno della metà di
quanto era stato stimato all’inizio (siamo allo 0,04% del
mercato) – spiega il presidente di Aie, Marco Polillo – Tutti lo
vogliono, tutti ne parlano, salvo poi avere prezzi quasi al livello
dei tascabili a causa di un’Iva al 21%. Ci sembra illogico che
l’innovazione debba scontare una tassa che si applica soprattutto
ai servizi: proprio per questo, non possiamo tacere il fatto che in
un momento così importante come la rivoluzione determinata
dall’impatto delle tecnologie sui contenuti e sulla loro
diffusione si assista all’indifferenza del nostro Governo nella
discussione in corso in ambito comunitario"

"E non è vero che gli editori italiani sono stati lenti a
entrare in questo nuovo mercato – sottolinea Polillo – Nonostante
che le vendite siano state solo lo 0,04% del mercato, gli editori
italiani hanno proposto, da un anno a questa parte, circa il 20%
delle proprie novità anche in edizione ebook"
Lo hanno fatto in tempi così rapidi perché da tempo sono pronti
avendo fatto i necessari investimenti per adeguare i propri
processi produttivi. Sono investimenti magari poco visibili, che
rappresentano però un prerequisito essenziale per il cambiamento.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link