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Facebook e Twitter seducono gli eurodeputati

Fleishman-Hillard: raddoppia l’uso dei social network come strumento di comunicazione politica. La creatura di Zuckerberg utilizzata dal 69% dei parlamentari

16 Feb 2011

Facebook e Twitter conquistano i parlamentari europei. La seconda
edizione dello "European Parliament Digital Trends
Survey" di Fleishman-Hillard mostra come a Strasbrugo si
vadano sempre più diffondendo i canali digitali come strumenti di
comunicazione e di ricerca su temi politici.

L’indagine rileva il raddoppio dell'uso dei social network
(principalmente Facebook) – dal 33% del 2009 al 69% del 2010 – la
sempre crescente popolarità di Twitter (34% a fronte del 21%) e,
in particolare, il calo nell'uso dei blog – dal 40% al 29%.
Il 29% dei parlamentari scrive un blog personale, rispetto al 40%
del 2009. Il 57% di chi usa Twitter sostiene che il maggior
beneficio è dato dalla possibilità di "esprimere
direttamente le opinioni" mentre solo il 28% ha scelto come
punto di forza il "comunicare direttamente con le
persone".

Iil 30% di chi scrive un blog e il 33% di quelli che usano Twitter
utilizzano due o più lingue (l'inglese è la seconda lingua
principale); il 99% usa i motori di ricerca settimanalmente, mentre
il 93% li usa ogni giorno; l'80% cerca semplici riassunti delle
notizie quando fa una ricerca in rete; il 78% ritiene che siti web
dedicati a una specifica questione siano importanti, più dei siti
web istituzionali delle organizzazioni.
Secondo il 90% degli intervistati, inoltre, la copertura dei media
nazionali è importante mentre per 51% è molto importante mentre
l'86% degli europarlamentari ritiene che un position paper sia
importante, ma secondo il 93% i contatti personali lo sono ancora
di più.

Un trend in crescita , dunque, quello dei social network che però
non riesce ancora a spodestare i media tradizionali. “Il contatto
personale e la presenza sui media tradizionali sono considerati
ancora dai membri del Parlamento europeo come gli strumenti di
comunicazione per eccellenza, anche se si registra un forte
spostamento verso i social media – spiega la ricerca – Gli
europarlamentari sono ancora convinti che il sito web personale sia
il canale di comunicazione più efficace in rete mentre i video non
godono ancora di molta considerazione, anche in un momento in cui
YouTube attrae fino a due miliardi di click al giorno”.