MEDIA

Facebook, in arrivo un’etichetta per media e post “governativi”

L’annuncio del capo della cybersecurity, Nathaniel Gleicher: “Quando si legge una notizia è importante capire chi la scrive e perché. Bloccheremo anche alcuni contenuti per evitare interferenze straniere sulle elezioni presidenziali del 2020 negli Usa”

05 Giu 2020

“Vogliamo aiutare le persone a capire meglio chi c’è dietro alle notizie che vedono su Facebook. Diversi mesi fa avevamo annunciato il nostro piano di etichettare le fonti che sono parzialmente o totalmente sotto il controllo editoriale dei loro governi, e oggi siamo pronti a partire. In questo modo assicuriamo un più alto livello di trasparenza su chi pubblica sfruttando mettendo insieme la forza di un media con il controllo strategico da parte di uno Stato. Siamo convinti che le persone debbano sapere se le notizie che leggono provengono da una pubblicazione che potrebbe essere direttamente influenzata da un governo”. Lo afferma in un post sul blog aziendale Nathaniel Gleicher, a capo delle politiche di cybersecurity di Facebook, annunciando così l’inizio di una nuova era per il social network, in cui tutti i post e tutte le pubblicità che saranno da qui in avanti pubblicate sulla piattaforma da “media statali” saranno etichettate per essere riconosciute dai lettori. 

La novità riguarderà da subito alcune testate giornalistiche come Russia Today e l’agenzia di stampa cinese Xinhua, per essere estesa già dalla prossima settimana ai singoli post. L’iniziativa riguarderà in una prima fase gli Stati Uniti, ma riguarderà in prospettiva anche agli altri Paesi su scala globale dove è attiva la piattaforma.

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“La nostra intenzione è anche di assicurare che lo stesso trattamento venga riservato anche agli annunci a pagamento, e per questo nei prossimi mesi utilizzeremo lo stesso criterio anche per i contenuti a pagamento – prosegue Gleicher  I media controllati dagli Stati di rado utilizzano gli annunci a pagamento negli Stati Uniti, ma nonostante questo più avanti ne corso dell’estate inizieremo a bloccare questo genere di contenuti, prendendo una precauzione in più contro i diversi generi di possibili influenze straniere sul dibattito pubblico che ci accompagnerà fino alle elezioni presidenziali in programma per il novembre 2020”.

“La nostra preoccupazione – aggiunge Gleicher in un’intervista a Cnbc Business – è che i media statali combinano il potere di impostazione del programma di un’entità mediatica con il supporto strategico di uno Stato. Leggendo notizie come quelle sulle proteste di piazza – conclude – è davvero importante sapere chi la scrive e con quale motivazione. L’obiettivo è assicurare che il pubblico veda e capisca chi c’è dietro”.

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