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SOCIAL MEDIA

Facebook e Twitter sorvegliati speciali, l’Europa: “Più tutela dei consumatori”

La Commissione Ue tira le fila sul livello di adeguamento della piattaforme social alle norme a favore degli utenti. Promossa Google+, insufficienti i rimedi degli altri siti. Vĕra Jourová: “Inaccettabile che il processo richieda così tanto tempo”. Per questo da aprile scatterà un “New Deal”

15 Feb 2018

Facebook e Twitter devono fare di più per adeguarsi alle richieste dell’Europa sulla tutela degli utenti. Lo dice la Commissione Ue che oggi tira le fila su quanto fatto dalle piattaforme social per allineare le clausole contrattuali alle norme dell’Ue che “andranno a beneficio di oltre 250 milioni di consumatori dell’Ue che utilizzano i social media”. Promossa Google+, ma ancora da correggere la condotta di Twitter e Facebook che hanno creato soltanto “un apposito indirizzo di posta elettronica per la notifica delle violazioni, senza impegnarsi a trattare le richieste entro termini precisi”. Non basta.

Per questo in aprile la Commissione presenterà un “New deal per i consumatori” che punta ad “ammodernare l’attuale diritto dei consumatori e ne garantirà la corretta applicazione”.

In particolare i consumatori non dovranno essere costretti a rinunciare ai “diritti inderogabili che l’Ue riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online; potranno presentare reclamo in Europa anziché in California; e le piattaforme si assumeranno le loro responsabilità verso i consumatori dell’Unione, analogamente ai prestatori di servizi offline”. Ma le modifiche proposte, precisa la Commissione, “soddisfano solo in parte i requisiti della normativa”.

“Mi compiaccio che l’azione intrapresa dalle autorità nazionali per far rispettare tali norme stia dando i suoi frutti e che alcune società stiano rendendo le loro piattaforme più sicure per i consumatori – dice Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere– Ma è inaccettabile che questo processo non si sia ancora concluso e richieda così tanto tempo”. Per questo serve un “New deal per i consumatori”: “le norme UE a tutela dei consumatori devono essere rispettate e le società che non lo fanno devono essere soggette a sanzioni”.

Gli operatori hanno convenuto di proporre cambiamenti, in particolare in due settori: clausole e condizioni abusive; frodi e truffe che inducono in errore i consumatori nel momento in cui utilizzano le reti sociali.

Mentre le ultime proposte di Google sembrano in linea con le richieste formulate dalle autorità di tutela dei consumatori, “Facebook e, più significativamente, Twitter – fa notare la Commissione – hanno rimediato solo in parte a importanti aspetti riguardanti le loro responsabilità e il modo in cui gli utenti sono informati della possibilità di rimuovere i contenuti o recedere dal contratto”.

Per quanto riguarda la procedura di “notifica e azione” usata dalle autorità di tutela dei consumatori per segnalare contenuti illeciti e richiederne la rimozione, le modifiche apportate da alcune società sono insufficienti. “Mentre Google+ ha istituito un protocollo che prevede, tra l’altro, termini per il trattamento delle richieste, Facebook e Twitter hanno concordato solo di mettere a disposizione delle autorità nazionali un apposito indirizzo di posta elettronica per la notifica delle violazioni, senza impegnarsi a trattare le richieste entro termini precisi”.

L’iniziativa nasce nel 2016 a seguito di varie denunce di consumatori dell’Ue. Gli operatori di social media hanno convenuto di modificare le clausole che limitano o escludono integralmente la responsabilità della rete di social media in relazione alla prestazione del servizio, le clausole che impongono ai consumatori di rinunciare ai diritti inderogabili che l’UE riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online, le clausole che privano il consumatore del diritto di rivolgersi a un organo giurisdizionale dello Stato membro di residenza e che prevedono l’applicazione della legge della California; le clausole che liberano la piattaforma dall’obbligo di individuare le comunicazioni commerciali e i contenuti sponsorizzati.

Le società si sono impegnate ad attuare le modifiche nel primo trimestre del 2018. Ora “la Commissione e le autorità nazionali di tutela dei consumatori monitoreranno l’attuazione delle modifiche promesse e si avvarranno attivamente della procedura di “notifica e azione” offerta dalle società. Si concentreranno sui contenuti commerciali illeciti riguardanti abbonamenti non desiderati e altre truffe. Inoltre potranno prendere le misure del caso, comprese quelle per far rispettare la normativa”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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