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Facebook, un misterioso broker compra le identità degli utenti

Corrotti alcuni sviluppatori per entrare in possesso dei codici identificativi di molti iscritti. Il social network corre ai ripari: multa e sospensione per i developer coinvolti. “Tolleranza zero per chi mina la fiducia”

02 Nov 2010

Un broker di dati, di cui non è stata rivelata l’identità, ha
pagato alcuni sviluppatori di Facebook per entrare in possesso dei
numeri di identificazione degli utenti (i codici Uid): lo ha
rivelato la stessa Facebook, che ha di conseguenza “multato”
con una sospensione di sei mesi dal lavoro alcuni di questi
sviluppatori (una decina). Le loro apps (i piccoli programmi che
permettono agli utenti di giocare su Facebook o condividere
informazioni sul sito), spiega il Wall Street Journal, spedivano
infatti i numeri Uid a società terze, violando le regole di
Facebook sulla privacy.

L’azienda di Mark Zuckerberg ha precisato che nessun dato privato
è stato venduto come conseguenza della frode – Facebook non
considera infatti gli Uid privati, anche se possono essere usati
per risalire agli utenti – e ha chiarito che gli Uid trasferiti
al broker non sono stati usati per accedere a dati personali.
“Facebook non ha mai venduto e mai venderà informazioni sui suoi
utenti”, ha ribadito l’ingegnere della compagnia Mike Vernal.
"Abbiamo tolleranza zero verso chi lo fa perché è un atto
che mina la fiducia che gli utenti dimostrano verso
Facebook".

Facebook non ha rivelato il nome del broker di dati che ha pagato
per gli Uid, ma Vernal ha fatto sapere che l’azienda ha raggiunto
un accordo con RapLeaf, "il data broker che si è fatto avanti
per lavorare con noi su questo problema”. Come parte
dell’accordo, RapLeaf cancellerà gli Uid in suo possesso e si
asterrà da future attività che coinvolgano, direttamente o
indirettamente, Facebook. Ciò non significa che sia RapLeaf il
broker colpevole.

La rivelazione fatta da Facebook segue un’indagine condotta dallo
stesso Wall Street Journal lo scorso mese che ha scoperto che le
applicazioni più utilizzate dai fedeli del social network
svelavano i numeri Uid. Dagli Uid si può risalire al nome e ad
altre informazioni sull’utente. Di qui la reazione di Facebook,
l’accordo col data broker, la sospensione degli sviluppatori
responsabili della vendita di codici di identificazione e anche la
messa in cantiere di pratiche di sicurezza più severe: presto, per
gli utenti di Facebook che lo desiderano, dovrebbe essere possibile
crittare i propri numeri Uid.

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