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IL REGOLAMENTO

Fondi alle tv locali, nuove norme “anti-polverizzazione”

Il deputato Pd, Michele Anzaldi, spiega le modifiche al regolamenti proposte al governo. “Prevedere tra le possibili cause della revoca anche quella di rendersi strumento di creazione e diffusione di fake news”

20 Lug 2017

“Prevedere tra le possibili cause delle procedure di revoca anche quella di rendersi strumento di creazione e diffusione di fake news nonché l’inserimento, tra i criteri per il riparto dei contributi alle tv locali, anche quello relativo all’attribuzione di un punteggio specifico a favore delle imprese editoriali che rispettano pienamente le norme per il diritto al lavoro dei disabili”. Sono le modifiche proposte al governo da Michele Anzaldi, deputato Pd e relatore, insieme al collega della Commissione Cultura, Roberto Rampi, per la Commissione Trasporti, rispetto al regolamento sui criteri per l’erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’informazione in favore delle emittenti radiotelevisive e radiofoniche locali, incardinato oggi dalle Commissioni Trasporti e Cultura riunite in seduta congiunta.

“Lo schema di regolamento – spiega – mira a definire i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari, le procedure di erogazione delle risorse del Fondo, da assegnare a radio e tv locali per la realizzazione di obiettivi di interesse pubblico. Occorre segnalare che l’esigenza di un riordino di questa normativa era sentita dagli operatori del settore e anche auspicata dalla relazione che la Corte dei conti, poi trasmessa alle Camere. La Corte rilevava in particolare la natura scarsamente selettiva della disciplina legislativa e regolamentare dei contributi, da cui discendeva una polverizzazione dei contributi, nonché la sua obsolescenza conseguente all’avvento del digitale terrestre. Proprio per ovviare al problema della polverizzazione, lavoreremo per individuare criteri di selezione che permettano di restringere la platea dei beneficiari dagli attuali 600 a 100, privilegiando chi tutela maggiormente il lavoro”. “Altro obiettivo essenziale è la semplificazione delle procedure. L’intera procedura verrà concentrata presso il Mise, cui spetterà l’esame delle domande di contribuzione, superando in questo modo lo schema troppo macchinoso dei CoReCom”, conclude.

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