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L’INIZIATIVA

Google, è guerra alle fake news: nuova policy per l’informazione

La società aggiorna le linee guida che regolano l’accesso a Google News: per essere presenti nella sezione non si potrà “rappresentare in modo fuorviante, travisare o nascondere informazioni sulle finalità o sulla proprietà”

18 Dic 2017

A. S.

I siti che vogliono pubblicare notizie che siano indicizzate su Google news non potranno più nascondere le informazioni sul Paese di provenienza. E’ un nuovo elemento della strategia di lotta alle fake news messa in campo da Google per preservare l’attendibilità di quanto pubblicato nella sezione “notizie”. Un progetto che ha preso forma e si sta sviluppando dopo lo scandalo che è esploso durante la campagna elettorale per le ultime presidenziali negli Stati Uniti, dalle quali è emerso che un’agenzia russa, la Internet research Agency, avrebbe veicolato per conto del Cremlino notizie false allo scopo di influenzare i risultati del voto. La circostanza ha messo BigG sull’avviso di estromettere dai risultati di ricerca tutti i siti che non chiariscano o mascherino il loro Paese d’origine, o che intenzionalmente ingannino i loro lettori.

Lo scandalo a suo tempo riguardò anche le notizie pubblicate sui social network, con veri e propri account fake, ad esempio su Twitter, che si spacciavano per utenti americani e veicolavano notizie che l’agenzia russa aveva interesse a far circolare tra gli elettori americani per influenzare l’esito del voto.

I siti di notizie, scrive Google nell’aggiornamento alla guida degli adempimenti a cui i siti devono adeguarsi per accedere alla sezione, “non devono rappresentare in modo fuorviante, travisare o nascondere informazioni sulla proprietà o sulla finalità principale e non devono intraprendere attività coordinate allo scopo di ingannare gli utenti”. Ma cosa vuol dire in pratica questa prescrizione? A spiegarlo è la stessa Google con un esempio, chiamando in causa “i siti che rappresentano in modo ingannevole o nascondono il proprio Paese di origine e sono rivolti agli utenti di un altro Paese sulla base di false premesse”.

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