Razzante: “Overdose tecnologica fra nuovi abusi e fake news. Va trovato un equilibrio” - CorCom

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Razzante: “Overdose tecnologica fra nuovi abusi e fake news. Va trovato un equilibrio”

Nel nuovo libro “La Rete che vorrei. Per un web al servizio di imprese e cittadini dopo il Covid-19”, il docente di Diritto dell’informazione e della Comunicazione alla Cattolica e alla Lumsa, accende i riflettori sui cambiamenti in atto. “Occorre uno sforzo di maturo e operoso adattamento: non deve venir meno la centralità irriducibile dell’uomo”

07 Ott 2020

Mi Fio

“La Rete che vorrei. Per un web al servizio di imprese e cittadini dopo il Covid-19”. Si intitola così il nuovo libro (edito da Franco Angeli) di Ruben Razzante, Docente di Diritto della comunicazione per le imprese e i media, di Diritto europeo dell’informazione e di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e al Master in giornalismo dell’Università Lumsa di Roma.

Attraverso le testimonianze dirette di osservatori privilegiati, Razzante prova a delineare il futuro prossimo venturo, analizzando aspettative e cambiamenti in atto. Dall’impatto della digitalizzazione sulla produzione e distribuzione di beni e servizi al valore dei dati, dalla tutela dei diritti degli individui e delle imprese nel web all’integrazione multimediale, dall’evoluzione dell’economia e della finanza alle politiche dei colossi della Rete in difesa delle imprese e degli utenti, dalla qualità dei contenuti informativi alla patologia dell’ecosistema mediatico fino al funzionamento delle democrazie: questi i principali temi affrontati nel volume, “che si rivolge a quanti puntano a vivere in maniera sempre più consapevole e responsabile la loro dimensione digitale”, spiega il docente che accende anche i riflettori sul preoccupante aumento della disinformazione e delle fake news in particolare.

“In piena pandemia social, store online, motori di ricerca hanno garantito servizi essenziali o diritti diventando più “umani” ma anche più potenti, le Tv hanno acquistato nuova centralità, le imprese, la pubblica amministrazione, i cittadini hanno allargato la loro dimensione digitale in modo impensabile. Si sono create nuove opportunità ma anche nuovi divari; c’è stata una overdose tecnologica che ha spazzato via vecchie consuetudini ma anche aperto la strada ad abusi e/o dipendenze. La disinformazione galoppa”, spiega il docente.

Come trovare, dunque, un nuovo equilibrio? Nel libro di Razzante le testimonianze dei colossi della Rete (Alibaba, Amazon, Facebook, Google), delle Tv (Rai e Sky), delle istituzioni (Dipartimento Innovazione, Tribunale per i minorenni di Milano, Corte di Giustizia Europea), del mondo produttivo (Confindustria e banche) e degli istituti di ricerca (Censis e Istat). “Pretendere di padroneggiare fino in fondo i cambiamenti che la Rete sta vivendo equivarrebbe all’illusione di riuscire a trattenere in una mano tutti i granelli di sabbia raccolti – sottolinea Razzante -. Occorre uno sforzo di maturo e operoso adattamento all’ambiente virtuale che non faccia mai venir meno la centralità irriducibile dell’uomo e la sua inarrivabile profondità”.

Gli interventi nel volume

Nel volume sono stati raccolti interventi di Cesare Avenia (presidente Confindustria Digitale), Gian Carlo Blangiardo (Presidente Istat), Ciro Cascone (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano) Daniele Chieffi (Direttore Comunicazione Dipartimento per l’Innovazione e la digitalizzazione della Presidenza del Consiglio), Giuseppe De Rita (Presidente Censis) Dan Dougherty (Senior Director, Global IP Enforcement, Alibaba Group),  Marcello Foa (Presidente Rai), Carlo Giorgi (Managing Director Amazon Web Service Italia), Maximo Ibarra (Ad Sky Italia), Stefano Lucchini (Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo) Mariangela Marseglia (country manager Amazon Italia), Angelo Mazzetti (Public Policy Manager Facebook) Simona Panseri (Direttore comunicazione di Google per il Sud Europa),  Giovanni Pitruzzella (Avvocato generale Corte di Giustizia Ue).

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