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DISINFORMAZIONE

Usa 2020, Facebook fa guerra alle fake news

Il social media vuole la massima trasparenza per le elezioni presidenziali del prossimo anno e marcherà come “inaffidabili” le pagine monitorate da fact-checker indipendenti

23 Ott 2019

Antonio Dini

Svolta per la trasparenza e il fair play politico per Facebook. Nello stesso giorno in cui il social media di Mark Zuckerberg ha annunciato di aver rimosso un numero cospicuo di account russi che attaccavano gli elettori americani su Instagram, Zuckerberg annuncia anche la seconda parte del suo piano per arrivare ad avere delle elezioni presidenziali “senza interferenze” nel 2020.
L’obiettivo di Facebook è di aumentare la trasparenza con una serie di misure come ad esempio mostrare più informazioni circa i possessori delle pagine Facebook e di etichettare in maniera chiaramente visibile i contenuti che i fact-checker indipendenti hanno evidenziato come fake news.

Nelle scorse settimane il gigante social del tech è finito sotto attacco per la sua politica di esenzione dai controlli delle pubblicità dei politici: soprattutto i candidati presidenziali democratici come Joe Biden ed Elizabeth Warren hanno attaccato duramente Facebook per il “sostanziale avallo” alle fake news e alle menzogne espresse da alcuni candidati durante la campagna elettorale.

La settimana scorsa Zuckerberg aveva difeso questa politica, spiegando che il social media ha creato delle “strade alternative” per la libertà di espressione che non dovrebbero essere chiuse. Lo stesso giorno Biden ha chiesto la rimozione di una pubblicità del gruppo partigiano – ma non registrato come politico – che secondo Biden conteneva numerose dichiarazioni false sulla sua persona e le sue attività.
La responsabile globale per le elezioni politiche di Zuckerberg, Katie Harbath, ha dichiarato che se la pubblicità, attualmente non più attiva, dovesse ripartire, verrebbe mandata da fat-checker esterni per essere valutata.
Zuckerberg ha inoltre dichiarato che vieta le pubblicità pagate che chiedono ai cittadini americani di non votare. Zuckerberg ha detto che il divieto di disinformazione per gli elettori si applica anche alle pubblicità pagate dai candidati politici.

Per il prossimo anno Facebook mira a etichettare le pubblicità sia sul social che su Instagram.
Attualmente sia Facebook che Twitter e YouTube sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dopo aver mostrato pubblicità pagate dai media controllati da Pechino che criticano i manifestanti di Hong Kong. Questo mese il comitato del Senato che sta investigando le interferenze russe sulle elezioni presidenziali del 2016 ha dichiarato che il braccio dedicato alla propaganda del Cremlino ha aumentato le sue attività sui social subito dopo il voto del 2016.

Zuckerberg ha detto di voler introdurre un meccanismo per tracciare la spesa dei candidati presidenziali in modo da poter mostrare quanto hanno speso in annunci politici. La mossa, ha detto Zuckerberg, fa parte degli sforzi della società per rendere il suo database degli annunci politici più facile da usare. Il database è stato lanciato nel 2018 ma è stato criticato perché mal gestito e non in grado di fornire informazioni sui target degli annunci.
Facebook inoltre prevede di aumentare la protezione degli account Facebook e Instagram dei candidati, funzionari eletti e dei loro team tramite il programma Facebook Protect. I partecipanti al programma dovranno attivare l’autenticazione a due fattori e i loro account saranno monitorati per segni di hacking.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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