L'INCHIESTA

Giornali “pirata” su Telegram, chiusi 300 canali

Le indagini della procura di Bari: indagate 8 persone. Perquisizioni domiciliari della Guardia di Finanza in Puglia, Campania, Marche e Lazio. Per queste frodi l’editoria subisce complessivamente danni calcolati in 670mila euro al giorno

07 Ago 2020

A. S.

Sono finora circa 300 i canali Telegram sequestrati per la diffusione illegale dei Pdf dei giornali, quotidiani e riviste, in violazione delle leggi sul diritto d’autore. L’inchiesta sulla pirateria digitale della procura di Bari nasce da una denuncia di Fieg e Agcom, presentata in aprile. Proprio in queste ore i militari della guardia di Finanza hanno effettuato perquisizioni domiciliari in Puglia, Campania, Marche e Lazio nei confronti di otto indagati. A coordinare l’indagine è il procuratore aggiunto Roberto Rossi.

A causa di questo genere di frodi, secondo i dati più recenti, il mondo dell’editoria subisce danni per circa 670mila euro al giorno, pari a 250 milioni annui, che derivano dalla diffusione illcita dei Pdf di giornali, romanzi e testi universitari.

“Sebbene Telegram tuteli l’anonimato dei propri utenti – spiega la Procura – gli investigatori sono stati comunque in grado di identificare allo stato otto soggetti, tutti di nazionalità italiana, che a vario titolo sono risultati coinvolti nella distribuzione illecita di copie digitali di quotidiani, riviste e e-book“.

L’identificazione degli indagati è stata possibile, spiega ancora la Procura, “sia a seguito della collaborazione di alcune testate giornalistiche, sia sulla scorta degli specifici approfondimenti investigativi, vere e proprie indagini finanziarie elettroniche, incentrati sull’esame delle tracce telematiche lasciate dagli amministratori dei canali illeciti”.

Obiettivo delle indagini, che sono ancora in corso, è lo “smantellamento di una delle principali modalità di distribuzione illecita dei contenuti sulle reti telematiche – concludono gli inquirenti – e, in particolare, sulla piattaforma di messaggistica istantanea Telegram, ultima frontiera della pirateria multimediale”.

“Esprimo il più profondo apprezzamento per gli ulteriori risultati di contrasto alla pirateria digitale conseguiti nell’ambito dell’indagine coordinata dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari: un segnale importante di sensibilità per il settore dell’editoria. Un impegno concreto nell’attività di protezione del diritto d’autore – afferma Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg – Auspichiamo che azioni come quella odierna possano aumentare il grado di consapevolezza e di sensibilità in quella vastissima platea di utenti-clienti che alimentano il mercato della pirateria editoriale, spesso ignorando i rischi giudiziari che corrono direttamente e gli ingenti danni economici che provocano all’industria dell’informazione, alla libertà di stampa”. “La costante attività della Federazione a tutela del prodotto editoriale – conclude Riffeser – prosegue anche con riferimento ai fenomeni di illecita riproduzione degli articoli di giornale nelle rassegne stampa e al processo di implementazione della Direttiva Copyright, che introduce il diritto connesso degli editori di giornali nei confronti degli OTT: azioni imprescindibili per tutelare gli investimenti delle aziende editoriali e difendere il lavoro dei giornalisti”.

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