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L’EVENTO

News 4.0, i robot “liberano” la creatività dei giornalisti

Francesco Paulo Marconi aprirà il 9 aprile a Milano gli incontri di “Meet the media guru”, iniziativa nata in collaborazione con Accenture e Digital360. Il capo di R&D del Wall Street Journal e responsabile dell’Editorial Lab: “L’Intelligenza artificiale consentirà di concentrarsi su inchieste e storie multimediali”

19 Mar 2018

Liberare i giornalisti dai compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto di creatività, per lasciare loro il tempo di impegnarsi in modo più approfondito su servizi e inchieste originali. E’ il risultato dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel campo del giornalismo, dove i robot potrebbero essere un valido aiuto per consentire agli umani di sprigionare il massimo del proprio valore aggiunto, per il bene della propria carriera e della testata. A raccontarlo durante il primo incontro di Meet the media guru, evento organizzato in collaborazione con Accenture e Digital360, sarà Francesco Paulo Marconi, nuovo Capo della ricerca e dello sviluppo del Wall Street Journal e Responsabile dell’Editorial Lab.

L’appuntamento con è per il 9 aprile, alle 19:30, a Milano, presso l’Auditorium del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci (Questo il link per iscriversi). L’incontro è accreditato per la Formazione Continua dei giornalisti. Per ottenere i crediti, è necessario registrarsi sulla piattaforma Sigef.

Giornalista e saggista portoghese naturalizzato statunitense Marconi aveva in precedenza  lavorato in Associated Press nel campo strategia e sviluppo per i media e nel 2017 è stato nominato Media Top Innovator da MediaShift20 per il suo lavoro sull’augmented journalism. Consideato tra i più importanti esperti di intelligenza artificiale applicata al giornalismo, Marconi – partendo dalla propria guida “How artificial intelligence will impact journalism”   spiegherà come sta cambiando il modo di produrre e divulgare notizie alla luce delle nuove tecnologie.

Per spiegare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del giornalismo Marconi nel 2017 aveva sottolineato come si tratti essenzialmente di una nuova possibilità per razionalizzare il lavoro: “Nel 2013 alcuni addetti al desk ci hanno chiesto di essere liberati dai compiti ripetitivi – spiegava parlando a Repubblica – notizie per cui non ci vuole una grande creatività”. Utilizzando così l’intelligenza artificiale per comporre alcuni generei di articoli, come quelli sugli andamenti economici o sui risultati sportivi, ha consentito ai giornalisti di avere più tempo a disposizione per “dedicarsi a storie multimediali e a inchieste”. “Oggi – proseguiva – cerchiamo profili multimediali che siano a proprio agio con la tecnologia e abbiamo assunto uno dei primi automation editor”.

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