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Google: futuro in salsa “social” per l’advertising online

Entro il 2015 il 75% del display pubblicitario sarà “condiviso”: gli internauti commenteranno le inserzioni su Facebook e Twitter. Intanto al via TrueView, la piattaforma adv per YouTube

29 Set 2010

In un futuro non troppo lontano la pubblicità online sarà sempre
più accattivante, “sexy” e sicuramente in simbiosi con
l'interattività dei social network e con la multimedialità.
Inoltre nel 2015 raggiungerà un valore complessivo di 50 miliardi
di dollari. È questa la visione di mercato per i prossimi cinque
anni illustrata da Google nel corso della Iab advertising
conference a New York.

Entro il 2015 – spiegano Neal Mohan, vicepresidente del Product
Management e Barry Salzman, managing director dell'unità Media
& Platforms – il 75% del display advertising sarà
''sociale'', nel senso che gli internauti saranno
in grado di commentare le inserzioni, condividerle su Twitter o
Facebook, e addirittura di ''abbonarsi'' ad annunci
se inerenti un determinato interesse.

“La metà delle inserzioni online – proseguono – comprenderanno
inoltre video pubblicitari per i quali gli inserzionisti pagheranno
in base al numero di visualizzazioni. Un'altra metà
utilizzerà invece anche una tecnologia di offerte in tempo
reale”. Nel 2015, inoltre, gli smartphone saranno, nelle
previsioni di Google, la via principale tramite la quale accederà
al web, determinando così nuove possibilità di interazione col
mondo pubblicitario.

Nel corso dell'evento l'azienda di Mountain View ha anche
anticipato alcune novità: si tratta di
''TrueView'', un nuovo formato pubblicitario video
per la piattaforma YouTube, che sarà disponibile entro
quest'anno e che darà agli utenti da un lato la possibilità
di mettere da parte un video promozionale non gradito e
dall'altro di scegliere invece quale, fra una varietà di
proposte, cliccare e guardare. Il colosso di internet sta altresì
impiegando la tecnologia di Teracent, acquistata di recente, per
creare pubblicità interattive, che cambiano in tempo reale in base
ad esempio alla posizione geografica di chi le guarda o alla fascia
oraria della giornata.

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