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Google nel mirino Ue: abuso di posizione dominante?

L’indagine scattata in seguito agli esposti di Microsoft e dei siti Ejustice e Foundem. Se verificata, l’accusa potrebbe costare all’azienda di Mountain View il 10% dei ricavi

24 Feb 2010

Giornata nera per Google, che per la prima volta finisce
ufficialmente nel mirino di un’autorità antitrust. La
Commissione Antitrust dell’Ue ha aperto un’indagine preliminare
nei confronti del colosso del search engine per capire se utilizzi
pratiche anticoncorrenzali abusando della sua posizione
dominante.

L’indagine è stata aperta in seguito alle cause depositate da
Microsoft e altri due siti: Foundem, sito britannico di
comparazione prezzi, e Ejustice, search engine francese dedicato a
tematiche legali. Secondo le accuse Google penalizzerebbe i
potenziali concorrenti nelle sue classifiche di ricerca,
nascondendoli in fondo nella lista dei risultati, e sfrutterebbe il
suo market share (in Europa circa del 90%) per tenere i prezzi del
search advertising artificialmente alti, distorcendo la
concorrenza.

L’indagine aperta non ha ancora carattere formale, ma obbliga
Google a fornire tutte le informazioni richieste. I servizi
antitrust esamineranno le risposte di Google, chiariranno se
l’azienda viola le norme europee sulla concorrenza e infine
decideranno se aprire un’indagine formale o archiviare il caso.
Il rischio per Google, se le accuse si dovessero rivelare fondate,
è di una multa fino al 10% dei suoi ricavi. Proprio come è
accaduto per Intel e Microsoft, condannati per abuso di posizione
dominante.

Google, per bocca della consulente in materia di concorrenza Julia
Holtz, minimizza: "E' un genere di controlli da mettere in
conto quando si è una società di grandi dimensioni". Poi si
difende nel merito. ''L'algoritmo che utilizziamo per
il motore di ricerca decide la graduatoria dei risultati in modo
meccanico senza alcun intervento da parte nostra'', ha
detto la Holtz.