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Guerra del telecomando, scatta il sondaggio Agcom

Il rilevamento affidato a una società specializzata sarà effettuato “in tempi rapidissimi”, comunica il Consiglio dell’Authority. I risultati serviranno a stabilire le posizioni dei canali sul telecomando

12 Mag 2010
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
ha deciso di commissionare a una società specializzata un
sondaggio tra gli utenti “per verificare, come prescritto dalla
legge, abitudini e preferenze dei cittadini in materia di
posizionamento dei canali sul telecomando”. Lo comunica una
nota che spiega che il sondaggio verrà effettuato in “tempi
rapidissimi” per consentire all’Agcom di definire, al più
presto e sulla base di dati obiettivi, il piano di numerazione
automatica dei canali (Lcn) della televisione digitale terrestre
in chiaro e a pagamento.

L’idea di un sondaggio era già stata anticipata ieri quando il
presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, a margine un workshop
alla Luiss sul diritto d’autore in relazione ad internet, aveva
detto che “la definizione della numerazione del telecomando
della nuova televisione digitale terrestre è una materia
delicata e ci sono dei problemi che sono anche differenziati
territorialmente”. “Di certo, l’obiettivo dell’Agcom non
è la penalizzazione delle emittenti locali con l’avvento del
digitale”, aggiunge Calabrò. E a chi gli chiede un giudizio
sulle perplessità espresse a tale riguardo, il presidente
dell’Autorità risponde che “ogni valutazione rischia di non
essere riferita al quadro attuale”. Calabrò ammette, infine,
che “c’è una sofferenza, ma il piano nazionale sulle
frequenze ci vuole e lo faremo. Dovremo però salvaguardare le
diverse posizioni”.

Come è noto, lo schema di numerazione automatica, approvato il
16 aprile dall’Autorità per le comunicazioni, prevede che i
numeri sul telecomando dall’1 al 9 vadano ai canali
generalisti, quelli dal 10 al 19 alle tv locali ex analogiche
“radicate” sul territorio, quelli da 20 a 70 ai canali
digitali nazionali, per generi di programmazione, e da 71 a 100
alle altre emittenti locali. Questa bozza ha scatenato le
proteste di molti editori locali e la presa di posizione di
alcuni presidenti di regioni che hanno chiesto un intervento
urgente dell’Agcom. E questo sondaggio pare andare verso la
direzione della collaborazione tra le parti.

Un plauso all’iniziativa dell’Agcom arriva dal Corecom Lazio.
“Le emittenti locali hanno bisogno rapidamente di un quadro
certo e quanto più rispondente alle abitudini e alle preferenze
dei cittadini – commenta Francesco Soro, presidente  del
Comitato regionale delle comunicazioni -. In particolare, per le
tv del Lazio, ormai da 6 mesi all digital, la rapidità di una
decisione sull’Lcn è vitale perché può sancirne il rilancio
sul mercato o, in alternativa, nel perdurare dell’incertezza,
condannarle alla marginalità”.