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INTERNET

Hate speech, la “ricetta” di Cardani: “Un mix di intelligenza artificiale e umana”

Il presidente Agcom: “Grandi opportunità dall’AI ma l’intervento dell’uomo con strumenti di moderazione e regolazione resta cruciale”

31 Gen 2019

L’Agcom si impegna a includere il rilevamento automatizzato e il monitoraggio dell’hate speech on line in un quadro regolatorio in cui l’Intelligenza Artificiale non sostituisce la valutazione umana nel perseguimento dei crimini di odio ma è limitata alla prevenzione e al monitoraggio”. Lo ha annunciato il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nel corso della tavola rotonda “Hate Speech and Artificial Intelligence Tools” tenutasi oggi a Bruxelles presso il Center on Regulation in Europe.

Durante l’evento, promosso da Agcom, Ofcom e Facebook, il Cardani ha rimarcato quanto l’Agcom sia consapevole del potenziale e delle opportunità derivanti dall’uso dell’Intelligenza Artificiale nella rilevazione dell’odio razziale online. Per il momento, ha spiegato, le attuali forme di moderazione e supervisione dei contenuti da parte di persone a ciò preposte sono insufficienti a causa dell’enorme estensione del fenomeno dell’hate speech. D’altra parte, ha aggiunto il presidente dell’Autorità, “gli strumenti di Intelligenza Artificiale esistenti necessitano di una messa a punto prima di essere implementati per un’efficace individuazione automatica dei contenuti di incitamento all’odio”.

Agcom, ha concluso Cardani, è impegnata “nella promozione di ulteriori ricerche con esperti nazionali e internazionali al fine di sviluppare un pacchetto di strumenti normativi che includa sia strumenti di monitoraggio-prevenzione – che potrebbero essere attuati attraverso iniziative di autoregolamentazione e co-regolamentazione -, sia strumenti tradizionali di comando e controllo per la qualificazione e il perseguimento giudiziario dell’hate speech.

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