IL REPORT

Home entertainment, giro d’affari in contrazione. Ma il digitale galoppa

Il settore vale 255,6 milioni di euro, in calo dell’11,5%. Al contempo la quota di mercato di Svod & co. sale dal 33% al 40% in un anno: sprint dal lockdown. La fotografia scattata da Gfk per Univideo

31 Lug 2020

F. Me.

L’Home Entertainment in Italia nel 2019 vale 255,6 milioni di euro, con una contrazione dell’11,5% rispetto al 2018. Lo rilevano i dati secondo Gfk Italia per Univideo, secondo cui l’anno scorso il fatturato derivante dalla vendita dei supporti fisici è stato pari a 154 milioni di euro, 101,7 milioni di euro è stato invece in fatturato derivante dalle transazioni digitali.

Nel 2019 gli acquirenti di Dvd e Blu Ray sono stati 2,3 milioni con una propensione di spesa media pro-capite di quasi 50 euro, mentre il numero di fruitori digitali è stato pari a 21, 2 milioni, di questi il 40% ha fruito di contenuti di intrattenimento sottoscrivendo un abbonamento mensile ad una piattaforma digitale (SVoD), il 12% ha acquistato contenuti video attraverso un sistema di telecomunicazione per la trasmissione e la ricezione di film (Digitale Transazionale).

Si consolida sempre più, dal punto di vista della propensione all’acquisto di prodotti audiovisivi, una distinzione tra una nicchia di valore, che conferma affezione e attenzione rispetto al supporto fisico, Dvd e Blu-ray, e una parte di popolazione, costituita prevalentemente da giovani e adulti, che ritrovano nell’offerta digitale di contenuti un’opportunità per soddisfare esigenze di svago e di rilassatezza, fruendo principalmente di film e serie tv. Sia nella fase di accesso che di possesso, tra tutti i contenuti media, l’home entertainment rimane centrale in termini di preferenza, grazie ad una sempre maggiore qualità nella prestazione video e all’eccellenza autorale dei cataloghi offerti.

In via straordinaria è stata compiuta da Gfk Italia per conto di Univideo anche una rilevazione qualitativa del consumo di prodotti audiovisivi durante il periodo di lockdown: dall’analisi emerge una crescita sostanziale (+32% rispetto alla fase pre Covid) del tempo medio che le famiglie italiane hanno dedicato alla fruizione di contenuti di intrattenimento. In particolare nei mesi marzo, aprile e maggio 2020 si è registrato un +20% del tempo speso dalle persone attraverso il canale televisivo tradizionale e un +30% del tempo dedicato al consumo di contenuti attraverso il web. Un comportamento che ha tenuto, seppur con percentuali minori, anche durante la Fase 2.

I Film sono il genere on demand più visto durante il lockdown, superando anche le serie tv; tendenza che si è mantenuta anche al termine della quarantena e che ha allargato a nuove componenti della popolazione con una accelerazione verso la riduzione del divario generazionale nella fruizione dei media.

“Nel 2019 il mercato dell’audiovisivo – spiega Lorenzo Ferrari Ardicini, Presidente di Univideo – ha mostrato una contrazione del prodotto fisico, rafforzando al tempo stesso la qualità identitaria dei consumatori di Dvd e Blu-ray, target valoriale, espressione di unicità e dalla propensione all’acquisto, contestualmente una crescita continua del consumo digitale, sia SVoD sia Digitale Transazionale. Una fotografia resa ancora più nitida analizzando il periodo di lockdown: secondo i dati qualitativi di Gfk elaborati per Univideo, la popolazione italiana ha aumentato notevolmente il tempo medio speso sui media digitali, fruendo di tanti contenuti tra cui anche molto intrattenimento. Questo trend, confermato anche nelle fasi successive, mette in evidenza una forte confidenza della popolazione all’uso delle tecnologie e alla ricerca di contenuti sia di carattere informativo sia di svago. Su questo il settore dell’audiovisivo deve puntare: accrescere sempre di più il livello delle prestazioni qualitative dei contenuti messi a disposizione e mantenere eccellente il livello autorale del catalogo dell’offerta”.

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