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IL CASO

“I’m Watch” bye bye: fallisce lo smart watch made in Italy

In liquidazione I’m Spa, la società vicentina, sostenuta dal patron di Mediolanum Ennio Doris, che due anni prima di Apple ha avviato il progetto dell’orologio “intelligente”. Conti non all’altezza delle previsioni

13 Ott 2014

Lorenzo Forlani

La startup italiana I’m SpA, che molti conosceranno per I’m Watch, un orologio hi-tech basato su Android, è in liquidazione. Fondata da Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini, con l’apporto finanziario di Ennio Doris, patron Banca Mediolanum, l’azienda non ha trovato il successo sperato: i conti non sono stati all’altezza delle previsioni. Anzi, il calcolo che c’era nel piano industriale è andato ampiamente fuori bersaglio.

“I’m SpA comunica la decisione di interrompere le vendite di I’m Watch a partire dal 1° ottobre prossimo e di sospendere il progetto i’m Tracer, uscendo così dal business della Wearable Technology”, si legge sul sito dell’azienda.

Il Corriere della Sera ricorda che nel giugno 2012, pochi giorni dopo il lancio, le prenotazioni raccolte online sul prezzo base di 350 euro furono 10 mila e I’m spa, che vantava ordinativi da 102 Paesi del mondo, proiettava in 50 mila i pezzi distribuiti entro la fine dell’anno, destinati a quadruplicarsi nei dodici mesi successivi. Il bilancio 2013, invece, è stato tristissimo. Le vendite hanno toccato i 4,2 milioni con perdite appena al di sotto dei quattro milioni”.

“L’azienda ha preso questa decisione per via dell’accesa concorrenza che si è creata sul mercato degli smartwatch con la presenza di grandi aziende multinazionali che possono contare su una straordinaria potenza finanziaria e tecnologica”, si legge nel comunicato. “Uno scenario competitivo che di fatto ha confermato una volta di più come il “first mover” di un settore difficilmente riesca poi a conquistare il mercato di riferimento”.

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