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Il Parlamento Ue fa muro contro la pirateria delle Iptv illegali

Gli eurodeputati approvano il documento sul contrasto alla trasmissione illecita di eventi sportivi in diretta e chiedono alla Commissione di intervenire. Federico Bagnoli Rossi (Fapav): “Cruciale la rimozione immediata dei contenuti”

21 Mag 2021

Antonello Salerno

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Migliorare l’attuale quadro europeo sui diritti di proprietà intellettuale ed il sistema di enforcement a difesa degli eventi sportivi dal vivo, oggi duramente colpiti dal fenomeno delle Iptv illegali. E’ questa la richiesta partita nei giorni scorsi dal Parlamento Europeo e indirizzata alla Commissione Ue con l‘approvazione in aula a larga maggioranza, con 479 voti favorevoli, 171 contrari e 40 astensioni, delle raccomandazioni della Commissione Affari Legali sulla trasmissione illegale degli eventi sportivi in diretta. Dalla relazione emerge la necessità di individuare strumenti per per rimuovere o disabilitare i flussi illegali immediatamente e non oltre i 30 minuti a seguito di notifiche da parte dei titolari o dei segnalatori attendibili, i cosiddetti “trusted flaggers”, mentre si ribadisce l’importanza di introdurre un sistema europeo che stabilisca dei criteri comuni per definire tali segnalatori.

“Il problema con le misure esistenti – afferma il relatore del documento, Angel Dzhambazki – è che l’applicazione arriva troppo tardi. Il rapporto invita la Commissione a chiarire e adattare la legislazione esistente, inclusa la possibilità di emettere ingiunzioni che richiedono il blocco in tempo reale dell’accesso o la rimozione di contenuti online non autorizzati”.

“La rimozione tempestiva dei contenuti sportivi illegali rappresenta un aspetto cruciale per il contrasto agli illeciti – afferma  Federico Bagnoli Rossi, segretario generale di Fapav, la Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali – poiché per i titolari dei diritti sportivi i contenuti assumono il loro massimo valore e ritorno economico durante l’esecuzione dell’evento live ed è fondamentale agire tempestivamente entro i 30 minuti dall’inizio dello stesso”.

“L’intervento tempestivo nel contrasto agli illeciti rappresenta la massima e più importante sfida nel campo della tutela dei contenuti – prosegue Bagnoli Rossi -I benefici di azioni di questo tipo sono a vantaggio dell’intera filiera dei contenuti audiovisivi poiché è fondamentale intervenire con tempestività in occasione delle nuove uscite. In un periodo così decisivo come quello attuale è necessario mettere in campo le più efficaci azioni di tutela dei contenuti al fine di sostenere l’industria audiovisiva nella sua fase di ripartenza”.

Questo tema, sottolinea Fapav in una nota, era stato oggetto nei mesi scorsi di uno studio di approfondimento indetto dal Parlamento Europeo e curato dal professor Paolo Marzano, per valutare se l’attuale regime giuridico dell’UE fornisse un livello di protezione adeguato ai titolari dei diritti sportivi. La Federazione aveva fornito il proprio contributo illustrando i più recenti dati sul fenomeno della pirateria sportiva in Italia: sono oltre 5.2 milioni, infatti, le persone che hanno dichiarato di aver visto illegalmente contenuti sportivi live nel 2019 (erano 4.7 milioni nel 2018) per un totale di 31 milioni di atti stimati di pirateria.

E’ di oggi intanto la notizia del sequestro di due centrali di trasmissione di Iptv ritenute illegali in Svizzera e in Sicilia. A gestirle 22 italiani e due elvetici, tutti indagati. L’accusa è di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità. L’attività consisteva nella vendita e distribuzione di flussi audio/video decriptati a circa 900 rivenditori (reseller) che, a loro volta, li immettevano nella disponibilità dei clienti. Per i circa 900 reseller individuati scatterà una multa da 2.582 a 25.822 euro e per gli oltre 2.000 clienti-utenti finali dislocati su tutto il territorio nazionale, arriverà una sanzione di 1.032 euro. La Gdf, in collaborazione con la Polizia Cantonale e coordinata dalla Procura di Roma, ha eseguito perquisizioni in Svizzera, Lombardia, Puglia, Calabria e Sicilia e sequestrato gli strumenti di pagamento utilizzati per incassare gli introiti degli abbonamenti Iptv illegali, quantificati in circa un milione di euro. I centri di trasmissione illegali, localizzati in Svizzera e a Messina consentivano ai clienti, dietro il pagamento di un corrispettivo mensile compreso tra i 10 e i 15 euro, di vedere illegalmente i contenuti ‘piratati’ delle principali piattaforme pay tv tra cui programmi on demand, eventi sportivi live, film e spettacoli di intrattenimento, tutti tutelati dal diritto d’autore con un danno stimato, per gli operatori del settore, di almeno 130 milioni di euro.

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