IL DIBATTITO NAZIONALE

Intelligenza artificiale e informazione: Barachini pronto a incontrare i sindacati

Il Sottosegretario all’editoria annuncia il confronto per il mese di settembre: si punta a valutare l’impatto sul lavoro giornalistico e la tutela del diritto d’autore. Il presidente di Confindustria Cultura, Cipolletta: “L’AI non può essere esente da regole”

Pubblicato il 20 Lug 2023

barachini

“Credo che sia opportuno ragionare su cosa sia oggi l’intelligenza artificiale e su cosa possa rappresentare nel futuro dell’editoria e dell’informazione”: è quanto dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini.

Via al confronto con le organizzazioni sindacali

“L’AI dovrebbe essere utilizzata per migliorare la ricerca archivistica e facilitare la produzione di news, senza sostituire il lavoro giornalistico. Il nostro obiettivo è quello di rendere l’utilizzo eventuale dell’intelligenza artificiale non sostitutivo del lavoro giornalistico, ma una opportunità per le realtà editoriali”. Barachini annuncia che “a settembre apriremo un confronto con le organizzazioni sindacali che ne hanno fatto richiesta sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione e sulle conseguenze che l’AI può avere rispetto al diritto d’autore e al copyright”.

Cipolletta, Confindustria Cultura: “Grandi opportunità ma servono regole”

Innocenzo Cipolletta, Presidente di Confindustria Cultura Italia, afferma che “l’intelligenza artificiale ha già un impatto rilevante sull’industria culturale e lo farà sempre più nel futuro”, e viene vista come una “nuova sfida come un’opportunità purché si rispetti il diritto d’autore”. Cipolletta sottolinea l’approvazione di un position paper sul tema, inviato a tutti gli interlocutori istituzionali di riferimento, evidenziando la consapevolezza delle “potenzialità di questi strumenti tecnologici”, ma anche la necessità di “evitare i rischi dell’intelligenza artificiale”. Nel position paper, si sottolinea la necessità che “gli operatori rispettino in pieno le regole già fissate nella Direttiva Copyright” e che gli sviluppatori di intelligenza artificiale garantiscano che “qualsiasi contenuto utilizzato, per il quale sono stati riservati i diritti esclusivi, sia approvato e concesso in licenza dal titolare dei diritti”. Cipolletta conclude affermando che “il fondamento dell’intera industria culturale è un regime di diritto d’autore efficace e l’intelligenza artificiale non può essere esente”.

Il dossier dei sindacati

“Garantire il lavoro nell’editoria digitale in rapporto agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. È a questo scopo che due settimane fa abbiamo inviato la richiesta di incontro al sottosegretario all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini. Ed è con soddisfazione che accogliamo la sua disponibilità ad avviare con noi un confronto sul tema dal prossimo settembre”: in una nota Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil mettono nero su bianco le questioni da affrontare.

  • Gestione del cambiamento: l’introduzione dell’AI nell’editoria digitale potrebbe portare a cambiamenti significativi nelle mansioni e nelle procedure di lavoro. Gli editori devono gestire questo cambiamento in modo efficace, garantendo che i lavoratori ricevano il supporto necessario ad affrontare questa fase di transizione
  • Posti di lavoro qualificati: l’utilizzo dell’AI nell’editoria digitale richiederà abilità e competenze specifiche. È importante fornire ai lavoratori la formazione adeguata a sviluppare tali competenze e a mantenere il loro valore lavorativo nell’ambiente digitale
  • Protezione dell’occupazione: l’AI potrebbe automatizzare alcune attività editoriali, ma è essenziale che i lavoratori non siano per questo sviliti a ‘strumenti obsoleti’. Sarà quindi necessario pervenire ad accordi che salvaguardino l’occupazione e prevedano opportunità di riqualificazione o ricollocazione professionale in caso di cambiamenti tecnologici significativi
  • Controllo umano: nonostante l’utilizzo dell’AI nell’editoria digitale, è importante mantenere un controllo umano sul processo decisionale. I lavoratori dovrebbero essere coinvolti nelle decisioni editoriali, nel monitoraggio dell’AI e nella valutazione delle sue prestazioni. Ciò contribuirebbe ad assicurare la qualità e l’integrità dei contenuti
  • Dignità e condizioni di lavoro: le imprese devono attenersi alle medesime condizioni di lavoro dell’era ante-AI. Nessun passo indietro, dunque, su contrasto alle discriminazioni, rispetto dei diritti dei lavoratori (orario di lavoro, ferie, tutele contrattuali) e salvaguardia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro
  • Diritto d’autore e copyright: l’intelligenza artificiale solleva questioni complesse per il diritto d’autore, come l’attribuzione dell’autorato delle opere generate dall’IA e l’uso di opere protette da copyright nel loro apprendimento. È fondamentale adattare e interpretare le leggi esistenti alla luce dei nuovi scenari, proteggendo i titolari di tale diritto.

“Consapevoli degli sforzi necessari a tenere il passo dell’innovazione tecnologica, ove possibile anticipando e comunque mai rinunciando a governare i suoi effetti sul mondo del lavoro, riteniamo di estrema urgenza un intervento pubblico a sostegno del settore – tanto sul piano finanziario, quanto su quello normativo”, conclude la nota dei sindacati.

Negli Usa Google punta a un accordo con gli editori

Google punta ad accordi con le grandi testate americane per l’uso della propria piattaforma di AI a servizio del giornalismo. Stando a indicrezioni sono in corso trattative con il Washington Post, News Corp, proprietaria del Wall Street Journal, e con il New York Times.

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