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Internet governance, Usa e Uk chiedono norme condivise

Dalla Global Conference di Londra sulla sicurezza Web le due nazioni lanciano l’appello per una piattaforma comune internazionale su copyright e security senza nuovi paletti per l’utenza. Resta il gap con Cina, India e Brasile

02 Nov 2011

Stati Uniti e Gran Bretagna fissano i principi alla base della
Internet governance. Alla conferenza globale sulla sicurezza della
Rete tenutasi a Londra, le due super-potenze hanno illustrato le
regole che, dal loro punto di vista, dovrebbero formare la base
della cooperazione internazionale in materia di regolamentazione
del web. Nella visione di Usa e Uk, gli Stati di tutto il mondo
devono lavorare insieme su temi come la sicurezza e la protezione
del copyright ma non imporre nuove limitazioni e paletti agli
utenti.

La conferenza, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del
mondo politico ed economico di una sessantina di Paesi, si è
concentrata sul tema della cyber-sicurezza, ma, nota oggi il Wall
Street Journal, ha anche messo in luce i contrasti tra molte
nazioni, perché Cina e altri Paesi preferiscono pensare a come
controllare i privati cittadini che navigano in Rete, piuttosto che
dedicarsi a combattere criminali e spie del web.

"Dobbiamo capire come rendere il web sicuro per le nazioni, le
persone e le aziende senza compromettere la sua apertura”, ha
dichiarato il vice-presidente americano Joe Biden in collegamento
video.

Il ministro degli Esteri britannico William Hague ha affermato che,
nonostante i disaccordi emersi, la velocità con cui si sviluppa
Internet deve stimolare il dibattito sulla sua governance a livello
internazionale. "Nel cyberspazio i Paesi non possono agire da
soli”, ha detto Hague. “Abbiamo bisogno di regole”.

Il ministro britannico ha enunciato sette principi che secondo lui
dovrebbero costituire la base di una efficace cooperazione, tra cui
la necessità per i governi di agire nel cyberspazio in accordo con
la legge internazionale; la protezione della libertà di
espressione; il rispetto della privacy e del copyright; e
l'azione congiunta contro i criminali che attaccano online.

Adam Segal, studioso del Council on Foreign Relations, think tank
di New York, sottolinea tuttavia che Paesi come Cina e Russia hanno
visioni diverse su come Internet andrebbe governato. Inoltre,
colossi emergenti come India e Brasile chiedono la costituzione di
un nuovo organismo globale che agisca da regolatore del web, una
proposta che non piace a Usa e Uk: Biden ha detto che le nazioni
possono cooperare su tematiche come la lotta al cybercrime
"senza ricorrere alla falsa soluzione di un supervisore di
Internet”. "Il divario tra le differenti visioni è
grande”, commenta Dmitri Alperovitch, esperto di Internet
security.

A proposito di regole, gli Stati Uniti sono intervenuti in patria
per alleviare l’industria mobile da qualunque nuova tassa nel
breve periodo: la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge
che impone una moratoria di cinque anni su qualunque nuova imposta
sui servizi mobili. Il Wireless Tax Fairness Act, proposto dal
parlamentare Democratico della California Zoe Lofgren e appoggiato
dall’associazione di settore Ctia, proibisce qualunque tassa
locale o statale su servizi, provider o attrezzature wireless.