IL REPORT

Iptv illegale, nuovo business per la pirateria. In Italia 5 milioni di “abbonati”

Ricerca Ipsos: il calcio traina il 75% dei servizi venduti online, Bagnoli Rossi (Fapav): “Grave danno per industria Tv e produttori di contenuti. Serve rafforzare gli strumenti di enforcement”

Pubblicato il 29 Nov 2018

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Sono quasi 5 milioni gli italiani che fanno pirateria di film, serie e programmi televisivi. Emerge da una ricerca Ipsos commissionata da Fapav, la federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, secondo cui sono circa 21 milioni gli atti di pirateria l’anno. Il calcio è l’evento live più seguito tramite canali non ufficiali, seguono Formula1, Moto GP e Tennis. Più staccati Basket e Sci.

I dati sono stati presentati oggi nel corso della seconda edizione di #TuteliAmo – si è tenuta presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia – centrata sul tema delle Iptv pirata, fenomeno in ascesa, che colpisce l’industria televisiva e i produttori di contenuti. Si tratta di un sistema che permette di consumare contenuti televisivi in digitale attraverso una connessione in banda larga o ultralarga.

“La galassia delle Iptv Illegali si sta radicando nel nostro Paese – dice Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale Fapav -. Serve rafforzare gli strumenti di enforcement e continuare a promuovere al contempo una cultura della legalità, soprattutto nell’ampio e diversificato mondo del web e della fruizione di offerte di contenuti digitali, mediante campagne informative che educhino al rispetto della creatività e della cultura, asset distintivi del nostro Made in Italy”.

Le Iptv illegali sono utilizzate dal 35% di chi guarda film, serie e programmi televisivi pirata in streaming (quasi un quarto del totale dei pirati in Italia). Invece, per quanto riguarda la pirateria di eventi sportivi, il 23% del totale dei pirati di sport live (ovvero circa un milione di utenti) utilizza questa modalità per accedere ai contenuti. E’ il calcio ad attirare l’attenzione di 3 pirati su 4, seguito dalla Formula1, dalla Moto GP e dal Tennis.

I servizi illegali che vengono messi in vendita online consentono agli utilizzatori, a fronte dell’acquisto di un unico abbonamento, di accedere a tutti i canali delle televisioni pubbliche e private, inclusi i contenuti on demand. Infatti, tramite un canone mensile, che nella maggior parte dei casi varia tra i 10 e i 15 euro, è possibile accedere a tutto il palinsesto delle principali piattaforme multimediali e audiovisive, che è costituito da film, serie TV, documentari, ed eventi sportivi nazionali ed internazionali.

“Solitamente – spiega Fapav – dietro la vendita degli abbonamenti illegali si celano vere e proprie organizzazioni criminali che suddividono tra di loro gli onerosi costi legati all’affitto di server dislocati in diversi punti per garantire la fluidità del segnale decriptato e distribuito illecitamente. Per poter disporre dei segnali da decriptare è necessario, inoltre, da parte di chi offre queste tipologie di servizi illeciti, acquistare un certo numero di abbonamenti legali costituendo delle vere e proprie centrali. Tali segnali, infatti, saranno poi decriptati e convogliati in appositi flussi che potranno essere letti dai dispositivi client in dotazione ai fruitori degli abbonamenti medesimi”.

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