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L’Antitrust europeo apre un dossier su Google

A seguito di una serie di denunce Bruxelles mette l’azienda sotto osservazione per presunto abuso di posizione dominante nel search engine e nella gestione del “quality score”. Il motore: “Pronti a collaborare”

30 Nov 2010

Google finisce nel mirino dell'Antitrust europeo, che apre
un'inchiesta formale per verificare se il motore di ricerca
più cliccato del Web abbia violato le regole europee sulla
concorrenza.

L’apertura del procedimento ha fatto seguito ad alcune denunce
presentate a Bruxelles, in cui  Mountain View viene accusato dai
concorrenti di abuso di posizione dominante nel settore dei motori
di ricerca. Tra le aziende che "accusano" Google , spicca
Microsoft che si è mossa tramite la sua controllata Ciao, il
portale rilevato nel 2008. Accuse sono giunte anche da altri due
operatori più di nicchia, un sito francese di documenti giudiziari
(ejustice.fr) e un portale britannico di paragoni sui prezzi
(Foundem).

L'apertura dell’inchiesta – chiarisce però Bruxelles – non
implica che esistano prove dell'esistenza dell’infrazione
della normativa Ue, ma solo che i servizi del commissario
responsabile Joaquín Almunia condurranno “un'inchiesta
approfondita sul caso e in modo prioritario”.

Nelle denunce presentate alla Commissione europea gli operatori del
Web accusano Google di penalizzarli nei risultati delle ricerche
sia gratuite sia a pagamento. Bruxelles dovrà quindi chiarire se
il colosso Internet abbia abusato della sua posizione per
"abbassare nei suoi risultati la posizione dei servizi
concorrenti specializzati nel fornire agli utenti alcune tipologie
di contenuti specifici quali i siti di comparazione dei prezzi, e
di privilegiare i propri servizi equivalenti dando loro una
posizione privilegiata in modo da escludere i concorrenti", si
legge nel documento della Commissione.

Si dovrà inoltre fare luce sulle accuse secondo cui Google avrebbe
"abbassato il punteggio di qualità dei servizi di ricerca
concorrenti nei risultati delle ricerche a pagamento". Il
punteggio di qualità (Quality score) è infatti uno dei fattori
che determina il prezzo per piazzare una pubblicità su Google.

Altro capitolo dell'inchiesta di Bruxelles riguarda le clausole
di esclusività che Mountain View imporrebbe ai partner
pubblicitari, vietando loro di esporre certi tipi di pubblicità
forniti dai motori di ricerca concorrenti, così come ai produttori
di computer e di software. Infine Almunia dovrà fare chiarezza
sull'accusa di "restrizione della trasferibilità delle
campagne pubblicitarie online verso piattaforme di pubblicità
online concorrenti".

La reazione della società non si è fatta attendere. "Sin da
quando l'azienda è stata creata, ci siamo impegnati per fare
la cosa giusta per i nostri utenti e per il nostro settore – si
legge in una nota – Abbiamo fatto in modo che la pubblicità fosse
sempre chiaramente indicata come tale, abbiamo fatto in modo che
gli utenti possano trasferire i propri dati in modo semplice quando
decidono di passare ad altri servizi e abbiamo investito
pesantemente in progetti open source. Tuttavia, ci sarà sempre
spazio di miglioramento e quindi lavoreremo con la Commissione per
affrontare le loro preoccupazioni".