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L’Icann sceglie i sette “salvatori” della Rete

L’organismo che gestisce i domini Web ha affidato ad un pool di super esperti di informatica i codici per ripristinare il funzionamento della Rete in caso di cyber attacco disastroso. A ciascuno un frammento della chiave segreta

29 Lug 2010

Sette uomini, sette super esperti di informatica che entreranno in
azione in caso di un super attacco hacker capace di mandare in tilt
la Rete. Sono quelli a cui l’Icann ha consegnato il “codice
segreto” con cui riattivare la Root Zone , il cuore del sistema
Dns (Domain Name System) che collega ogni terminale a un indirizzo
IP.

Il processo di ripristino si basa sull’adozione del nuovo
protocollo Dnssec (Domain Name System Security Extensions), che
segnala eventuali intrusioni nei Dns. In caso di cyber-attacco il
sistema lancia un allarme, allertando i 7 “cavalieri” di
Internet. Ai Recovery Key Share Holders – questo il nome dato ali
membri del team di salvataggio -, sono date due identiche smart
card con frammenti del codice segreto. Per far ripartire Internet
serve l’utilizzo integrato e contemporaneo di almeno cinque delle
carte date in dotazione.

Le chiavi della Rete sono state affidate a Bevil Wooding (Trinidad
e Tobago), Dan Kaminsky (Stati Uniti), Jiankang Yao (Cina), Moussa
Guebre (Burkina Faso), Norm Ritchie (Canada), Ondrej Sury
(Repubblica Ceca) e Paul Kane (Regno Unito). Tutti vantando di una
lunghissima esperienza nell’ambito dlell’informatica avanzata;
come Kaminsky, noto per i suoi studi sull'avvelenamento di
cache Dns e per aver rivelato lo scandalo del rootkit di Sony BMG
nel 2005.