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La Cina entra a pieno titolo nel governo di Internet

All’ultima riunione Icann che si è tenuta a Sidney dal 21 al 26 giugno ha partecipato anchela Russia in qualità di “invited guest”

06 Lug 2009

Anche la Cina entra a far parte del governo mondiale di Internet.
Il Paese asiatico ha aderito al Gac (Governmental Advisory
Committee) di Icann (Internet Corporation for Assigned Names and
Numbers), l’organismo internazionale che sovrintende al
funzionamento della Rete e del sistema dei domini a livello
mondiale.
“E’ un fatto politico significativo e lungamente atteso – 
commenta l’ingegner Stefano Trumpy, dirigente di ricerca
all’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale
delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) e rappresentante del Governo
italiano nel Gac di Icann -. La Cina è infatti la nazione al mondo
che ha in assoluto il numero più elevato di utenti Internet, 298
milioni a gennaio 2009, e di domini (i nomi targati .cn sono quasi
17 milioni)”.

L’ingresso cinese, avvenuto all’ultima riunione Icann che si è
tenuta a Sydney dal 21 al 26 giugno, è stato accompagnato dalla
presenza della Russia come ‘invited guest’. “Con queste new
entry, nel Gac sono presenti gli Stati che comprendono oltre il 90%
dell’utenza mondiale della rete – prosegue Trumpy -. Questo dato
smorza le critiche di quanti sostengono che entro Icann non siano
sufficientemente rappresentati i governi nazionali”.
La Cina negli ultimi anni ha conosciuto una vera e propria
esplosione di Internet, i cui tassi di crescita non hanno
precedenti né pari: solamente dal 2007 al 2008 i navigatori sono
cresciuti del 42%, quelli connessi tramite cellulare (117 milioni)
del 133%, i blog censiti sono 162 milioni. “L’auspicio è che
l’ingresso della Cina nel Gac possa anche favorire un maggiore
rispetto della libertà degli utenti Internet”, conclude il
ricercatore.

Icann introdurrà a breve innovazioni che permetteranno agli utenti
di registrare nomi scritti in caratteri diversi dall’alfabeto
latino (cinese, giapponese, arabo, ebraico, greco, cirillico,
coreano). A guidare tale svolta il neo-presidente e amministratore
delegato Rod Beckstrom, esperto in sicurezza, high-tech e attività
internazionali a favore dei Paesi in via di sviluppo, già
direttore del centro nazionale sulla cyber-sicurezza Usa.

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