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La Commissione Ue stringe il cerchio intorno a Google

L’inchiesta aperta da quasi due anni sarebbe a una svolta. L’Europa si sta concentrando su alcuni elementi “critici”, in particolare il presunto “declassamento” dei siti rivali nei risultati della ricerca

06 Dic 2011

La Commissione europea stringe il cerchio intorno a Google e al suo
modo di fare business che suscita la preoccupazione delle autorità
antistrust. Secondo il Financial Times, l’inchiesta di Bruxelles
si sta focalizzando intorno ad alcuni elementi “critici” e
questo rappresenta una svolta nel procedimento in corso da quasi
due anni.

La Commissione deve ancora decidere se avviare un'indagine
antitrust formale contro Google o semplicemente pubblicare un
documento che presenterà in dettaglio le pratiche di business
considerate lesive della libera concorrenza; tuttavia anche in
quest'ultimo caso Big G dovrebbe piegarsi a patteggiare o
sottomettersi a onerose sanzioni, scrive il Ft.

La notizia che l’inchiesta europea è entrata in una fase
avanzata giunge pochi giorni prima del previsto incontro tra Eric
Schmidt, presidente di Google, e Joaquín Almunia, il commissario
europeo alla concorrenza.

La scorsa settimana Almunia ha però negato che l’incontro si
possa risolvere in un confronto sulle questioni antitrust e ha
riferito alla stampa che i presunti comportamenti anticompetitivi
di Google non saranno dibattuti “in dettaglio”. “Siamo
semplicemente desiderosi di scambiare i nostri punti di vista”,
ha dichiarato Almunia.

Fonti vicine alla Commissione Ue affermano che i regolatori stanno
concentrando la propria attenzione sulle tecniche con cui Google
declassa alcuni siti web rivali nei risultati della ricerca,
privilegiando invece i propri servizi, per esempio le sue offerte
“verticali” come le mappe.

Google ha sempre sostenuto che fornire risposte più dettagliate
nella parte alta dei risultati della ricerca aiuta gli utenti ad
avere più informazioni più velocemente e ha negato di
discriminare deliberamente i concorrenti.

Negli scorsi mesi, diverse aziende hanno presentato lamentele alla
Commissione europea contro Google, affermando di essere state
danneggiate dalle pratiche di business del colosso americano. Ma il
regolatore Ue ha fatto capire ad alcune di queste aziende che i
loro reclami potrebbero essere messi da parte perché
l’attenzione si concentra su un’indagine più ad alto livello,
con particolare preoccupazione per alcune aree considerate da
“bollino rosso”.

Fondamentale perché la Commissione possa andare avanti con
l’inchiesta su Google sarà il sostegno di Almunia – e di altri
membri di alto profilo della Commissione, conclude il Ft:
l'incontro di Eric Schmidt con il commissario spagnolo, anche
se non incentrato sulle questionin antitrust, non può che apparire
cruciale.