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Mannoni (Agcom): “Sensate le nuove norme sul copyright”

Il commissario: “Le misure a tutela del diritto d’autore sul Web studiate dall’Authority in linea con le direttive Ue”. La Siae: “La democrazia delle Rete non può significare assenza di regole”

24 Nov 2010

"Trovo sorprendente che non si voglia aprire una consultazione
pubblica sul diritto d'autore sul web e sentire la valutazione
del mercato sulle misure allo studio, che sono ragionevoli e
proporzionali". Lo afferma il commissario dell'Agcom,
Stefano Mannoni, replicando alle affermazioni di ieri dei
parlamentari Paolo Gentiloni del Partito Democratico e Roberto Rao
dell'Unione di Centro, in merito al regolamento sul diritto
d'autore in Internet in discussione domani nel Consiglio
dell'Autorità. "L'introduzione in Italia – aggiunge
Mannoni – di regole equiparabili a quelle vigenti negli altri Paesi
europei e rispettose delle direttive della Commissione non
contraddice la libertà del web, che deve essere comunque
rispettoso dei diritti".

Ieri i due parlamentari si auguravano che "che l'Autorità
eviti di appesantire la Rete con regole limitative e velleitarie
sul diritto d'autore. Non è accettabile che la tutela del
copyright nell'era di Internet sia demandata a un semplice
regolamento amministrativo, ispirato a una logica restrittiva,
senza coinvolgere il Parlamento e senza un vero confronto
pubblico". Udc e Pd, inoltre, si erano detti
contrari
anche alla cosiddetta alla tassa (prevista nel decreto
Romani) che le Web Tv dovrebbero pagare per trasmettere e su cui,
sempre domani, si dovrà esprimere il Consiglio Agcom.

A commentare l'iniziativa dell'Agcom scende in campo anche
la Siae. "Non conosciamo i contenuti delle nuove regole che
l'Agcom intende proporre mediante una consultazione pubblica il
cui avvio è annunciato per domani – dice il direttore generale
della Siae, Gaetano Blandini – ma se realizzeranno una tutela
efficace e una valorizzazione dei diritti degli autori, editori,
produttori dei contenuti veicolati nella Rete, ben venga
l'intervento dell'Autorità Garante". 

"L'Agcom -aggiunge Blandini- cui la legge sul diritto
d'autore, più volte modificata da interventi normativi dettati
dall'Unione europea, attribuisce un'attività in
coordinamento con Siae nella materia, non può non tener conto
della necessità di tutelare tutti gli interessi in gioco, quelli
dei titolari dei diritti sulle opere dell'ingegno, quelli dei
gestori delle tecnologie di Internet e, non ultimi, quelli dei
cittadini- consumatori ad una libera fruizione di elementi
culturali, di informazione e di spettacolo"

"La libertà -prosegue il direttore generale della Siae- la
democrazia della Rete non può significare assenza di regole.
Queste regole devono esserci, come sta avvenendo in molti Paesi
europei, proprio per tutelare realmente tutti i soggetti coinvolti
nell'utilizzo delle Reti telematiche. Non può tacersi come
l'attuale assenza di regole abbia prodotto e stia producendo un
progressivo depauperamento della produzione culturale, un
impoverimento dei creatori di opere dell'ingegno, la chiusura o
il ridimensionamento di imprese, che a tutti i livelli
professionali -conclude- fanno della produzione di contenuti
culturali il loro business, con la perdita sempre più devastante
di posti di lavoro".