L'ALLARME

Mediaset all’attacco degli Ott: “I broadcaster rischiano di sparire dal telecomando”

In audizione alla Camera il direttore Relazioni Istituzionali, Stefano Selli evidenzia le criticità legate all’ingresso di nuovi player sul mercato: “La scelta dell’utente non può essere guidata dai costruttori di apparati e dai motori web”. E chiede che ad Agcom sia dato il potere di regolamentare la materia

28 Set 2021

F. Me.

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Mediaset a gamba tesa contro gli Ott. In occasione dell’audizione sulla direttiva Ue copyright e mercato unico dell’audiovisivo davanti alle commissioni Cultura e
Trasporti della Camera, il direttore relazioni istituzionali  Mediaset Stefano Selli ha evidenziato le criticità relative all’ l’evoluzione del quadro competitivo e all’ingresso nel mercato della Tv di nuovissimi player.

“La nostra preoccupazione è  che questo sovrabbondare di presenza di nuovi soggetti stranieri, soggetti ‘Ott’, porti a un’insidia del nostro  mercato tradizionale del broadcasting, e soprattutto che  portino a una disintermediazione dei nostri contenuti – ha spiegato-  Mi riferisco soprattutto al rischio notevole, con situazioni che si stanno già verificando, che la nostra posizione sui telecomandi, soprattutto nella logica  di chi dovrà costruire i nuovi televisori, i nuovi apparati,  rischi di scomparire, di essere messa in una posizione molto  residuale”.

Selli ha sottolineato, in particolare, “il valore fondamentale dell’informazione qualificata, verificate e professionale, della cultura, della produzione identitaria e
di occupazione garantita, che è rappresentato dal broadcasting tradizionale”. Il fenomeno evidenziato, rappresenta, secondo Selli, “un qualcosa che va disciplinato,  regolamentato, a tutela dell’utente, perché abbia la possibilità di riconoscere i nostri contenuti sul telecomando” altrimenti la sua scelta “rischia di essere  guidata e scelta dai costruttori di apparati e dalle società di telecomunicazioni, dai motori web”.

Per il rappresentante Mediaset “si tratta di un tema fondamentale, sovranazionale, e la politica deve capire che  la salute economica delle nostre aziende, con la loro
produzione identitaria, è un valore per la tenuta sociale e  per il pluralismo”. Da qui la proposta di dotare “l’Autorità di settore del potere di regolamentare e disciplinare la materia”.

L’audizione Rai

In riferimento ai dlgs in materia di Copryright e Media audiovisivi la Rai chiede di ampliare la lista dei servizi protettti. “Chiediamo – ha sottolineato Stefano Luppi, rappresentante della Rai – che la normativa nazionale includa tra i servizi protetti anche quelli correlati ai servizi radio, inoltre deve indicare quale destinatario dell’obbligo di rispetto dell’integrità dei contenuti qualsiasi soggetto terzo, e deve includere qualsiasi condotta che determini una suddivisione o compressione di dati all’interno dello schermo”.

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