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Murdoch rinuncia a BSkyB. Inchiesta parlamentare sulle intercettazioni

Il premier britannico David Cameron ha istituito una commissione ad hoc per indagare sul mondo dei media. Il tycoon australiano sta meditando la chiusura delle attività nel Regno Unito e la sostituzione del figlio James alla guida del gruppo

13 Lug 2011

Newscorp ha ritirato la sua offerta di acquisto completo della
piattaforma pay-tv di BskyB. Rupert Murdoch, che già possiede il
39 per cento di
BSkyB
aveva avanzato nel giugno scorso un'offerta per
impadronirsi del restante 61 per cento. Downing Street ha accolto
con favore la decisione di Murdoch.

A marzo l'affare sembrava cosa fatta con un parere preliminare
positivo da parte del governo Cameron a condizione dello scorporo
dell'emitente all news SkyNews da News International.
"Abbiamo finito le espressioni per dire shock", ha
commentato l'anchor di SkyNews. Ritirare l'offerta costa a
News Corp 40 milioni di sterline in anticipi e altri milioni, se
non decine di milioni, di sterline in consulenze, riporta
SkyNews.

Secondo SkyNews la decisione è stata presa per evitare di perdere
l'attuale 39 per cento. L'annuncio di SkyNews è arrivato
mentre in parlamento è in corso il dibattito sullo scandalo delle
intercettazioni.

Il premier britannico David Cameron ha annunciato di fronte alla
Camera dei comuni l'istituzione di un'unica commissione,
con un lavoro suddiviso in due parti distinte, per indagare sui
risvolti dello scandalo delle intercettazioni.

La commissione indipendente sarà guidata dal giudice Leveson per
"indagare a fondo" sulle pratiche dei media, sulle
relazioni fra politica e media e fra polizia e media e presentare
proposte di regolamentazione. Gli inquirenti avranno il potere di
chiamare a testimoniare giornalisti, politici ed esponenti del
mondo dell'editoria.

Il premier ha detto oggi che chiunque risulterà coinvolto nel caso
delle intercettazioni telefoniche che riguardano il gruppo di
Murdoch non potrà aver alcun futuro ruolo nei media
britannici.

Cameron ha dichiarato che l'inchiesta avrà il potere di
chiamare testimoni. Rupert Murdoch potrebbe quindi essere chiamato
a testimoniare anche se si rifiutasse di presentarsi di fronte alla
commissione Cultura, Media e Sport martedì prossimo.

Rupert Murdoch sta considerando "tra le tante opzioni sul
tavolo" quella più clamorosa: la vendita dei giornali del
gruppo in Gran Bretagna Sun, Times e il domenicale Sunday Times.
L'indiscrezione, avanzata come ipotesi nei giorni scorsi dal
suo biografo Michael Wolffe è oggi riportata dal Wall Street
Journal, il "gioiello della corona" di New Corp negli
Stati Uniti. Il Wall Street Journal cita "fonti a conoscenza
della questione" secondo cui la vendita di dei giornali di
News International è, dopo la chiusura del domenicale News of the
World, una delle possibilità prese in considerazione come via di
uscita dalla crisi e prospettiva per il futuro dell'impero
editoriale News Corp.

Notando che Murdoch stesso ha per lungo tempo obiettato a questa
mossa il Journal scrive che News Corp ha "esplorato
informalmente" se ci sono su piazza eventuali compratori.

Secondo Michael Wolff, il biografo di Rupert Murdoch,
all'interno di News Corp si starebbe parlando di
"ridisegnare" il ruolo di James Murdoch all'interno
del gruppo. Citando insider al gruppo, Wolff scrive che
l'ultimogenito ed erede apparente di Murdoch "ha perso
credibilità". Uno scenario ipotizzato: Murdoch resta
presidente ma lascia il posto di amministratore delegato a Chase
Carey, tagliando di fatto James fuori dalla successione.

Il presidente della Commissione Commercio del Senato americano, Jay
Rockfeller, un democratico, ha chiesto oggi che anche negli Stati
Uniti sia aperta un'inchiesta sullo scandalo-intercettazioni
che ha travolto la testata britannica News of The World, del gruppo
editoriale News Corporation, che fa capo a Rupert Murdoch.
"Invito le agenzie preposte a indagare per essere certi che la
vita privata degli americani non sia stata violata – ha affermato
Rockfeller in una dichiarazione scritta – Provo inquietudine
all'idea che lo scandalo delle intercettazioni praticato a
Londra dalla News Corporation possa aver toccato le vittime
dell'11 settembre, o di altri americani – ha aggiunto -. Se
fosse questo il caso, sarebbe grave".