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Museo virtuale dell’Iraq Successo da 120mila utenti

22 Set 2009

Grande successo di pubblico internazionale nel Museo Virtuale
dell’Iraq. Frutto di un’intesa tra Ministero degli Affari
Esteri e Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Museo virtuale  è
tra le più importanti iniziative di carattere culturale e
diplomatico volte alla valorizzazione del patrimonio
storico-archeologico di quel Paese. L’allestimento non si
sovrappone a quello reale, ma si presenta come la sua proiezione
comunicativa attraverso una selezione delle opere più
significative dell’antica civiltà mesopotamica, incluse quelle
custodite nei principali musei del mondo. Realizzato in italiano,
inglese e arabo, consente l’accesso ad un ampio pubblico.

Quello che colpisce è soprattutto la dimensione internazionale del
successo. “Sono state oltre 400.000 le pagine cliccate e oltre
120 mila i visitatori. Le pagine in inglese sono più visitate di
quelle in italiano, con un rapporto di circa 2/3, 1/3”, spiega
Roberto de Mattei, vice Presidente del Cnr. “Nella classifica dei
‘navigatori’ gli Stati Uniti si piazzano primi con oltre 35
mila accessi, battendo l'Italia con 24 mila circa, seguono
Brasile, Canada, Regno Unito, Porto Rico”.
Spiccano al settimo posto, gli Emirati Arabi che precedono quanto a
visite, la Turchia, la Germania e la Svezia”.
Delle otto sale di cui si compone il Museo – ognuna dedicata ad una
fase storica- le più frequentate sono la Preistorica, la Sumerica
e la Babilonese.
Collegandosi al sito internet www.virtualmuseumiraq.cnr.it i
visitatori hanno potuto passare in rassegna opere di capitale
importanza, come una statuetta femminile in alabastro da Tell Es
Sawwan (6200-5700 a.C.), l’Elmo in lamina d’oro di Meskalamdug
(2450 a.C.), re della città di Ur, il Pannello invetriato di
Nimrud (IX secolo a.C.), la Lastra raffigurante i sudditi assiri
(VIII sec. a. C).
Un bagaglio di competenze (archeologi, architetti, informatici,
storici dell’arte) che il Cnr ha portato in Giappone in occasione
della mostra “L'eredità dell’Impero Romano” inaugurata
dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Museo
Nazionale d'Arte Occidentale di Tokyo (fino al 13 dicembre
2009), dove è allestito un video 3D “Life and Power in Imperial
Rome”, realizzato dal Dipartimento Patrimonio Culturale (
Istituti Ibam, Isti e Itabc) e con il sostegno dell'Ufficio
Pubblicazioni ed Informazioni Scientifiche del Cnr.

Il filmato creato come contributo all’evento “Italia in
Giappone 2009” racconta la Roma imperiale come una sequenza di
momenti ufficiali di vita pubblica, fatta di esteriorità, simboli,
grandiosità (in particolare, la ritrattistica pubblica e l’Ara
Pacis prescelti come simboli del potere e della politica romana nel
periodo Augusteo), e di vita privata della stessa famiglia
imperiale, scandita dall’otium, dalle abitudini quotidiane e
dagli affetti privati. “Il lavoro”, spiega Roberto Scopigno
dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione (Isti)
del Cnr, “è stato eseguito con tecnologie di scansione laser
tridimensionale ad alta risoluzione, tecnologie per la
ricostruzione di modelli digitali tridimensionali da foto ed
infine  con sofisticate tecniche di computer animation”.