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Nel 2008 chiuse 500 videoteche. Esercenti contro il p2p

21 Apr 2009

Nel 2008 hanno chiuso 500 videonoleggi ed i pronostici per il 2009
sono ancora peggiori. In seguito a queste chiusure sono andati
persi 40 milioni di euro di investimenti – 75 mila euro per ogni
esercizio commerciale – ed i fatturati delle videoteche hanno
subito una perdita del 50% in 3 anni; ''in queste
condizioni non e' auspicabile pensare ad una durata del nostro
settore che vada oltre i 2 anni di tempo. Cio' causera' la
disoccupazione di 6000 persone'', dichiara Davide Caviglia,
titolare di un punto di videonoleggio, oggi in rappresentanza della
categoria delle videoteche d'Italia.

Con lui oggi sono arrivati a Roma centinaia di esercenti
provenienti da tutta Italia, per invocare sostegno al settore ed un
tempestivo intervento legislativo diretto a bloccare la pirateria
in rete e regolare l'accesso ai contenuti protetti da copyright
su Internet. Durante il convegno, inoltre, sono stati ricordati i
dati raccolti dalla Fapav in collaborazione con Ipsos presentati la
settimana scorsa, che hanno reso chiaro, tra le altre cose, come
circa 250 mila persone, la cui occupazione ruota intorno al mondo
del cinema, rischiano di perdere il lavoro.

Infine i video noleggiatori hanno chiesto che anche in Italia siano
messe in atto reali politiche risolutive nei confronti del grave
problema rappresentato dalla pirateria.

Sono stati ricordati il caso della Francia, con la cosiddetta
''Dottrina Sarkozy'' dei tre
''warning'' a chi scarica illegalmente online prima
di procedere all'interruzione della connessione Internet,
nonche' la Svezia, dove sono appena stati condannati i quattro
responsabili del sito Pirate bay, la Nuova Zelanda e il Giappone,
paese in cui i quattro gestori di connettivita' hanno stretto
un accordo con l'industria del copyright che promette una dura
lotta contro chi scarica illegalmente in rete.

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