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Net neutrality, al vaglio della Fcc nuove linee guida

Le nuove regole imporrebbero agli operatori di rendere pubbliche le modalità con cui gestiscono il traffico della propria rete e vieterebbero la discriminazione di applicazioni o servizi per le Tlc

21 Set 2009

La Net Neutrality, la neutralità della rete internet, è al centro
dei lavori della statunitense Fcc, la Federal comunication
commission, preoccupata che gli operatori – e specialmente quelli
che forniscono il web mobile – possano rallentare (o addirittura
bloccare) determinati tipi di traffico dati per favorirne altri. Un
voto a riguardo dovrebbe arrivare proprio oggi e sembra che i
cinque membri che compongono l’autorità americana siano pronti a
varare altre due linee guida oltre alle quattro già votate nel
2005. E in particolare si tratterebbe dell’obbligo per gli
operatori di rendere pubbliche le modalità con cui gestiscono il
traffico che passa sulla propria rete e del divieto di discriminare
applicazioni o servizi per le telecomunicazioni.

Quello della net neutrality è un tema particolarmente caro al
presidente degli Usa, Barack Obama, che anche in campagna
elettorale ha prestato molta attenzione al mondo del web e alla sua
regolamentazione. Anche per questo il presidente della Fcc, Julius
Genachowski, si è detto fiducioso, perché il commissario in quota
democratica Mignon Clyburn ha espresso chiaramente il suo supporto.
"Non ci sarà nessun problema al riguardo", ha detto una
fonte vicina all’uomo nominato da Obama. "Il commissario
Clyburn ritiene che la trasparenza del web e la possibilità di
essere aperti  a tutte le piattaforme siano fondamentali, così
come la possibilità dei per i consumatori di conoscere i servizi a
cui hanno accesso e la loro qualità”.

Insomma, per l’authority americana la linea guida è quella della
trasparenza, e il voto dovrebbe innescare una serie di procedure
per la stesura di una regolamentazione che potrebbe essere già
pronta per la primavera, in modo da prevenire che le grandi
società di telecomunicazioni, come AT&T, Verizon e Comcast (che in
passato ha già ammesso di aver filtrato i protocolli peer to
peer), possano decidere quale traffico privilegiare.

La proposta della Commissione federale delle comunicazioni di nuove
regole per prevenire tali società come AT & T, Verizon e Comcast
da deliberatamente il blocco o il rallentamento del traffico Web
certo, è previsto per avanzare con tre voti su cinque membri
dell'agenzia, secondo le fonti. E le nuove regolamentazioni
dovrebbero anche prevenire la diffusione di sistemi proprietari,
cercando di far si che le applicazioni realizzate dalle start-up e
dalle aziende già sul mercato non vengano osteggiate a monte dagli
operatori in base alle loro convenienze.