IL REPORT REUTERS

News online, aumentano le testate digital-only. Ma la fiducia è ai minimi

Solo il 42% si fida dei media, in Italia si scende al 35% e paradossalmelte le fonti online in alto nelle classifiche sono anche quelle che godono di meno credibilità. Appena il 17% degli utenti globali paga per l’accesso a news in abbonamento e nel nostro Paese ammontano al 12%. Scarsi risultati anche sul fronte della pubblicità online: più dell’80% dei ricavi generati dalle grandi piattaforme, in pole Google e Facebook

15 Giu 2022

Patrizia Licata

giornalista

News online Italia-Reuters

Il mondo dell’editoria e del giornalismo deve tornare a una profonda riflessione sui propri investimenti, la qualità dei contenuti e le forme con cui comunica alla luce dei risultati del nuovo Digital News Report 2022 realizzato dal Reuters Institute for the Study of Journalism presso la University of Oxford con un sondaggio in 12 Paesi. Nel mondo sempre più digitalizzato e che ha trasferito ampia parte delle proprie attività online, le notizie si leggono sempre più su Internet, in particolare sui social media, con il 15% degli under 25 che addirittura si informa su TikTok. Nel nostro Paese, il 75% si informa online e, per la prima volta, una testata digital-only, Fanpage, è diventata la più seguita, con un reach settimanale del 21% che supera i siti degli editori tradizionali.

Le piattaforme web di giornali e le Tv stentano a raggiungere il pubblico e non riescono ad attrarre abbonamenti: solo il 17% degli utenti globali paga per le news su Internet e in Italia si scende al 12%. Un nodo difficile da sciogliere, perché le entrate della pubblicità online sono in misura crescente catturate dai giganti Meta e Google.

La fiducia nelle notizie è comunque ai minimi storici: solo il 42% si fida di quanto comunicato dai media, che siano offline o online, e in Italia scendiamo al 35%. Tuttavia da noi le testate tradizionali restano le più “fidate”, col paradosso che le fonti online più lette sono anche quelle che godono di meno credibilità.

Il report si basa su un sondaggio di YouGov survey su oltre 93.000 utenti di news online in 46 mercati che coprono metà della popolazione mondiale.

L’Italia e le news online: il sorpasso di Fanpage

In Italia nel 2022, per la prima volta, una testata presente solo online, Fanpage, ha la maggiore audience (21% di reach settimanale) e sorpassa i siti internet delle testate tradizionali: Tgcom 24 di Mediaset (21%), Ansa (18%), SkyNews 24 (18%), La Repubblica (15%) e Il Corriere della Sera (14%). Altre testate digital-only hanno buoni risultati: HuffPost (9%), Il Post.it (7%), e Open (4%).

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Il mercato delle notizie offline è invece dominato dalla Tv – Rai (reach settimanale del 45%), Mediaset news (39%), Tgcom 24 (25%), StyTg24 (25%), Rai News 24 (21%), TgLa7 (17%) – seguiti dai giornali nazionali come La Repubblica (13%) e Il Corriere della Sera (12%).

Tuttavia, sottolinea il report, le aziende delle news nate sul digitale sono riuscite a innovare l’industria italiana dei media definita “stagnante” focalizzandosi sulle nicchie di mercato che spesso sono trascurate dalle testate tradizionali, come i giovani. Inoltre, hanno redazioni meno costose e sanno usare le forme innovative di giornalismo.

Le entrate della pubblicità online hanno sorpassato quelle della pubblicità in televisione per la prima volta nel 2019 e ora rappresentano quasi la metà (49%) dell’advertising totale per i media. Tuttavia, più dell’80% dei ricavi della pubblicità online in Italia sono generati dalle grandi piattaforme online, in particolare Google e Facebook/Meta, mentre i media tradizionali raccolgono sempre meno guadagni dalla pubblicità.

Nel 2020 le entrate totali (vendite e pubblicità) per l’industria dei media sono scese sotto 1 miliardo di euro, con una flessione generalizzata per tv, radio, giornali e periodici.

Gli italiani si informano sui social con lo smartphone

Il report di Reuters rileva che per gli italiani la fonte di notizie più utilizzata è internet, inclusi i social (75%), ma i social da soli rappresentano il 47% e sono l’unico canale in crescita rispetto al 2013. La Tv è utilizzata dal 70% e i giornali dal 15%.

Per le news online il dispositivo d’accesso preferenziale è lo smartphone (69%), seguito da computer (43%) e tablet (18%).

Il 12% degli italiani paga per le news online (-1% rispetto a un anno prima) e il 29% ha ascoltato un podcast lo scorso mese.

Il trust nelle news in generale è al 35%, a fronte del 40% dello scorso anno in cui si era registrato un +11%. Solo il 13% degli italiani pensa che i media siano indipendenti rispetto alla politica e il 15% che siano indipendenti da influenze di aziende e altri sponsor.

Il paradosso è che le testate tradizionali sono quelle che godono della maggiore fiducia: la top ten è rappresentata da Ansa, Il Sole 24 Ore, Sky Tg 24, Corriere della sera, Tgla7, i. giornali locali, Rai, La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano. In fondo alla classifica del trust ci sono le testate politicamente schierate e, per ultimo, Fanpage, che pure è il sito di news più letto.

I risultati globali: giovani sempre più su TikTok

Per i ragazzi sotto i 25 anni Facebook perde smalto, in favore di social media più visuali come Instagram e TikTok, dove l’intrattenimento e gli influencer svolgono un ruolo più importante. In particolare, il 40% dei 18-24enni usa TikTok ogni settimana, con il 15% che afferma di usarlo per le notizie. Le cifre sono ancora più elevate in alcuni Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. TikTok ha avuto una spinta anche col conflitto ucraino con la Bbc, dapprima riluttante, che poi ha deciso di aprire un profilo in russo e inglese anche alla luce dell’alta circolazione di fake news.

Facebook cala di cinque punti percentuali dal 2014 e si attesta al 60% di reach, un livello simile a YouTube (61%), mentre WhatsApp è al 51%. Instagram (40%), TikTok (16%) e Telegram (11%) sono le uniche piattaforme a essere cresciute nell’ultimo anno.

Sul pagamento delle news online, il dato globale (17%) è stabile. La tendenza cresce solo “in una manciata di Paesi più ricchi come Australia (+5%), Germania (+5%) e Svezia (+3%) e ci sono segnali che la crescita complessiva potrebbe stabilizzarsi”. Gli abbonamenti online stanno rallentando “con il timore delle persone per il costo della vita”, si legge nel report.

Inoltre, secondo il rapporto, il pubblico è riluttante a cedere i propri dati ai siti di notizie. Nell’ultimo anno solo circa un quarto (28%) si è registrato ad uno o più siti di news.

Sul trust, nel 2022 la fiducia verso le notizie in generale si attesta al 42%, contro il 44% dello scorso anno.La Finlandia rimane il Paese con i livelli di fiducia complessivi più alti (69%), mentre gli Stati Uniti hanno il punteggio più basso (26%) insieme alla Slovacchia.

“L’analisi dello scorso anno conteneva alcuni segnali positivi per l’industria dell’editoria, con maggiori consumi e crescente fiducia. A distanza di un anno, c’è un quadro leggermente meno ottimista”, si legge nello studio.

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