Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Non decolla la pubblicità mobile. E Apple taglia le tariffe

Svolta per il servizio iAd: nel tentativo di arginare la fuga di inserzionisti verso il sistema adMob di Google la Mela pronta a rivedere prezzi e ad allentare i controlli sul processo creativo

15 Dic 2011

Apple sarebbe pronta a qualche compromesso per far finalmente
decollare il suo servizio iAd per la pubblicità su smartphone e
tablet. Con l’intensa concorrenza della rivale Google anche nel
mobile advertising e la crescente difficoltà di attrarre clienti
verso iAd, Apple avrebbe deciso di ammorbidire il proprio
approccio: dopo aver chiesto agli inserzionisti di impegnarsi a
spendere almeno 1 milione di dollari, è drasticamente scesa a
500.000 e ora sarebbe pronta a concedere un investimento minimo
anche “solo” di 400.000 dollari, secondo indiscrezioni del Wall
Street Journal.

Lanciato a luglio dello scorso anno, e sostenuto in modo convinto
dal Ceo di allora Steve Jobs, iAd è il servizio di Apple per
vendere pubblicità all’interno delle applicazioni mobili su
iPhone, iPad e iPod touch. La risposta del mercato è stata
tuttavia tiepida: gli inserzionisti affermano che il prezzo minimo
per accedere è troppo alto e in più che Apple esercita un
controllo troppo severo sul processo creativo.

Il servizio concorrente Google AdMob, invece, ha prezzi più
accessibili, dicono le agenzie della pubblicità, ed è disponibile
anche su un’ampia gamma di device, mentre il servizio di Apple è
solo, ovviamente, per i prodotti della Mela.

Apple ha capito però che non può permettersi di restare indietro
nella corsa alla conquista di fette sempre più consistenti del
mercato della pubblicità mobile ed è disposta a fare alcuni
aggiustamenti. Non solo il tetto minimo di investimento scenderà a
400.000 dollari ma anche il modo di far pagare gli inserzionisti
verrà semplificato. Invece di far pagare ogni volta che l’utente
digita sulla pubblicità, Apple sarebbe disposta a mettere un
limite a quanto può chiedere per i tap, rivela il Wsj.

Apple spera così di recuperare il terreno perduto a vantaggio di
Google. L’anno scorso Apple era leader insieme a Big G sul
mercato della pubblicità mobile, ciascuna con un 19% di share,
secondo Idc, ma quest’anno la casa della Mela è scesa al terzo
posto, dietro Google, saldamente in prima posizione, e alla
società indipendente delle mobile ads Millennial Media.