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Pane, acqua e Internet: i giovani non possono vivere senza la Rete

Secondo il Cisco Connected World Technology Report 2011 il 33% degli universitari e dei lavoratori sotto i 30 anni considera il Web importante quanto i beni essenziali. In Italia la percentuale sale al 70%

21 Set 2011

Pane, acqua, aria e… Internet. Stando al Cisco Connected World
Technology Report 2011, un giovane su tre (il 33%) tra i 20 e i 30
anni, professionisti o studenti, ritiene che Internet sia
altrettanto importante dei beni considerati essenziali. Circa metà
di loro (49% degli studenti e 47% dei lavoratori) ritiene che la
sua importanza si “avvicini molto” a quella di questi beni
essenziali. In Italia il 50% degli studenti universitari e il 30%
dei giovani professionisti paragona l’importanza di internet a
quella di questi beni essenziali, e oltre il 30% di tutti loro
ritiene che l’importanza del web si avvicini molto a quella dei
beni essenziali.

“Questi ed altri dati emersi nella ricerca – spiega Cisco –
fotografano l’atteggiamento mentale, le attese ed i comportamenti
di persone che rappresentano la futura generazione di lavoratori e
delineano l’influenza che essi avranno su ogni aspetto del mondo
del lavoro: dalla comunicazione ai nuovi stili di vita
caratterizzati da una crescente mobilità, dalle modalità di
ricerca del personale alla sicurezza aziendale, fino alla capacità
di essere competitivi”.

Internet è considerato un mezzo di sostentamento: oltre la metà
degli intervistati a livello globale (55% degli studenti e 62% dei
lavoratori) ha dichiarato che non potrebbe vivere senza Internet e
cita il web come “parte integrante della loro vita”. In Italia
il 70% degli studenti e il 59% dei giovani professionisti dichiara
che non potrebbe vivere senza Internet, fa parte delle necessità
della vita quotidiana.

Se costretti a scegliere fra l’uno o l’altro, la maggior parte
degli studenti universitari (circa due su tre, il 64%, il 66% fra
gli italiani) sceglierebbe di avere una connessione Internet
piuttosto che una macchina.

Il Web risulta essere anche più importante degli affetti. A
livello globale, il 40% degli studenti intervistati ha dichiarato
che nella vita quotidiana, Internet è più importante che avere
una relazione, uscire con gli amici od ascoltare la musica. In
Italia il dato sale al 46%.

E se le generazioni precedenti preferivano socializzare di persona,
la nuova generazione inizia a preferire l’interazione online. Uno
studente su quattro (27%) ha dichiarato che mantenersi aggiornati
su Facebook è più importante che andare alle feste, ascoltare
musica, andare in giro con gli amici. Per il 38% degli studenti
italiani interpellati essere aggiornati su Facebook è la cosa più
importante della giornata, precedendo il tempo passato con gli
amici e altre attività.

Per quanto riguarda i device invece due terzi degli studenti (66%),
e oltre metà dei lavoratori (58%) dichiara che uno strumento
mobile (laptop, smartphone, tablet) è “la tecnologia più
importante per la loro vita”. In Italia device fissi e mobili
sono sostanzialmente alla pari: il 42% degli studenti e il 39% dei
giovani lavoratori indicano nel computer desktop il mezzo più
importante; gli strumenti mobile (laptop, smartphone, tablet) sono
citati invece dal 41% degli studenti e dal 39% dei giovani
professionisti.

Gli smartphone inoltre sono destinati a superare il computer
tradizionale nella classifica dello strumento più utilizzato a
livello globale; già oggi il 19% degli studenti (il 13% italiani)
indica lo smartphone come lo strumento “più importante”
nell’utilizzo quotidiano, contro il 20% globale di coloro che
indicano come strumento più importante il classico desktop.
“Questo dato conferma la crescente popolarità degli smartphone e
le attese rispetto a un utilizzo sempre più diffuso di questo
strumento da parte della nuova generazione, quando entrerà nella
forza lavoro – si legge nel report – L’info inoltre riaccende
il dibattito sulla reale necessità di avere degli uffici, rispetto
ad avere la possibilità di connettersi a Internet e alla rete
aziendale ovunque”.

Nell’edizione 2010 dello studio, il 60’% dei lavoratori
intervistati aveva dichiarato che non è necessario avere un
ufficio per essere produttivi.  Ma come fruiscono dei nuovi media
questi giovani tecno-addicted? Lo studio indica che la Tv è sempre
meno importante per gli studenti universitari e i giovani
lavoratori, perdendo terreno a favore di strumenti quali laptop e
smartphone. A livello globale meno di uno studente su 10 (6%) –
in Italia è il 10% – e meno di un lavoratore su dieci (8%) – nel
nostro Paese il 7% – ha indicato come strumento tecnologico più
importante nella vita quotidiana la televisione.
“Man mano che i programmi Tv e i film diventeranno disponibili in
mobilità – prosegue la ricerca – ci si attende che il trend
negativo continui.
Una strada senza uscita per la carta stampata? Solo una persona su
25 (4%) a livello globale ha dichiarato che il principale strumento
per accedere alle informazioni per loro è il giornale. I dati sono
simili per il nostro paese.
Lo studio fa il punto anche sulla diffusione dei social media,
evidenziando che circa 9 su 10 fra studenti (91%) e lavoratori
(88%) di tutto il mondo hanno un account su Facebook; di questi,
l’89% degli studenti e il 73% dei lavoratori controllano la loro
pagina Facebook almeno una volta al giorno. Un terzo di questi
(33%) la controlla almeno cinque volte al giorno.
“I risultati del report dovrebbero indurre le aziende a ripensare
le strategie per attirare giovani talenti e ai loro modelli di
business – sottolinea Marie Hattar, Vice President, Enterprise
Marketing, Cisco – Senza dubbio, il mondo sta cambiando e Internet
sarà sempre più centrale, soprattutto per le nuove generazioni. I
Cio devono pensare oggi a progettare e rendere flessibili le loro
reti, così da poter affrontare i rischi per la sicurezza e la
richiesta di mobilità che si avranno con la prossima generazione
di lavoratori, e contemporaneamente ripensare le policy aziendali
al riguardo”.

In Italia l’89% degli studenti ha una pagina Facebook, e l’84%
di loro vi accede almeno una volta al giorno: il 24% controlla
almeno una volta ogni ora e un altro 24% la ha sempre attiva; anche
il 93% dei giovani lavoratori ha una pagina Facebook, e l’81% la
controlla almeno una volta al giorno, mentre il 22% la controlla
almeno una volta ogni ora.

Numeri che però impattano negativamente sull’attenzione. Gli
studenti raccontano di venire costantemente interrotti, mentre
studiano o lavorano ai propri progetti, da Instant Messaging,
aggiornamenti provenienti dai social media, telefonate. Mediamente
in un’ora l’84% degli studenti viene interrotto almeno una
volta; il 19% degli studenti subisce sei o più interruzioni –
significa una volta ogni 10 minuti o meno. Uno su 10 ha dichiarato
di aver perso il conto delle volte in cui viene interrotto mentre
cerca di lavorare a un progetto.

In Italia il 23% degli studenti dichiara di perdere il conto delle
interruzioni che riceve da social media e altri mezzi.
Sul versante del lavoro, invece, sette giovani professionisti su 10
sono amici dei loro capi o colleghi su Facebook, dato che indica il
superamento dei confini fra lavoro e vita privata. Il dato è
simile anche per l’Italia, paese in cui il 35% è amico sia di
colleghi che dei propri manager, il 42% solo dei colleghi.

La percentuale si abbassa negli Stati Uniti – “per motivi
culturali, spiega il report – dove solo un giovane su quattro è
“amico” di colleghi o manager dell’azienda. Fra i lavoratori
che usano Twitter, più di due su tre (68%) seguono l’attività
su Twitter dei loro capi o dei loro colleghi; il 42% seguono
entrambi, mentre un terzo (32%) preferisce tenere per sé la
propria vita privata. In Italia Twitter è uno strumento meno
utilizzato: il 28% ha un account, contro un dato globale del
42%.

“Gli stili di vita dei prosumer, lavoratori che sono un mix fra
professionista e consumatore, le loro aspettative tecnologiche, i
loro comportamenti rispetto all’accesso alle informazioni stanno
cambiando la natura del business in tutto il mondo – conclude
Dave Evans Chief Futurist, Cisco – I dati della ricerca forniscono
alle aziende un punto di vista obiettivo e credibile, che può
rappresentare un vantaggio competitivo nei processi decisionali
relativi all’IT e alla gestione delle risorse umane.