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Passaggio al 5G, la protesta delle Tv locali: “Indennizzi inadeguati”

Le critiche di Aeranti-Corallo all’ipotesi di abrogazione della riserva di un terzo della capacità trasmissiva per le piccole emittenti. Marco Rossignoli: “Inaccettabile la modifica normativa, insufficienti gli spazi previsti”

29 Nov 2018

“Inaccettabile forte ridimensionamento del comparto”: è il grido d’allarme lanciato dalle Tv aderenti all’associazione Aeranti-Corallo dopo l’annuncio del Mise di voler abrogare la riserva di un terzo della capacità trasmissiva per le tv locali. “Gli spazi previsti per queste ultime sarebbero assolutamente insufficienti”, fa sapere il coordinatore Marco Rossignoli secondo cui “non sono inoltre stati previsti criteri per l’assegnazione della capacità trasmissiva alle tv locali, con conseguente evidente incertezza circa le modalità di tutto il processo di transizione al Dvbt-2 e con l’impossibilità di operare investimenti al riguardo”.

Non basta: “Gli indennizzi previsti per la liberazione delle frequenze da parte delle tv locali – dice ancora Rossignoli – sono assolutamente inadeguati. Aeranti Corallo auspica pertanto un ripensamento del processo di transizione che consenta il mantenimento del pluralismo informativo nel comparto”.

Nell’emendamento approntato dal Governo viene previsto il superamento della riserva di un 1/3 della capacità trasmissiva in favore delle TV locali “prevedendo, al contempo, che una quota della capacità trasmissiva sia riservata alle locali. Sempre sulle TV locali si prevede, nell’ambito del processo di transizione e venendo incontro alle esigenze manifestate dalle associazioni di categoria, che le sole emittenti locali nei canali 51-53 saranno oggetto di liberazione anticipata alla luce degli accordi internazionali assunti dal nostro Paese e saranno trasportate dalla concessionaria del servizio pubblico a prezzi orientati al costo.  La liberazione anticipata riguarderà anche le emittenti nazionali che sono sui canali 50 e 52”.

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