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Pay Tv, si ferma l’emorragia di abbonati negli Usa: Netflix & Co. diventano “complementari”

Report Gfk-Mri: battuta d’arresto per il calo di clienti pay via cavo, saltellite e telco. Per 7 consumatori su 10 non ci sarà nessun ulteriore “cord cutting”

Pubblicato il 28 Ago 2018

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Battuta d’arresto per il calo di abbonati di pay Tv negli Usa. L’emorragia di utenti si sta bloccando intorno a uno “zoccolo duro” rappresentato dal 71% dei consumatori statunitensi. Emerge da un report di Gfk-Mri secondo cui più di 7 consumatori su 10 di pay tv non ha intenzione di rinunciare all’abbonamento via cavo, satellitare o telco TV già esistente. Una stima che fa tirare un respiro di sollievo per la pay tv americana sottoposta alle pressioni concorrenziali di Netflix & Co.

Tra i consumatori di TV a pagamento tra i 18 e 34 anni, il 58% manterrà i propri servizi di pay: la percentuale era del 67% nel 2015. Attualmente, il 69% delle persone di età compresa tra 35 e 49 prevede di mantenere i propri pacchetti di pay TV. L’80% tra quelli di età più alta, over50.

Affidabilità e “comfort” rimangono i motivi principali per rimanere con il proprio abbonamento. In particolare tra gli utenti tra i 18 e i 64 anni, il motivo numero uno è l’abitudine seguito dalla convenienza di “avere tutto in un posto”.

Inoltre un gran numero di abbonati alla pay-TV sta aggiungendo servizi all’abbonamento, anziché sostituirla. Oltre la metà (il 55%) dei fedelissimi della pay-TV sta “impilando” altri servizi – come il video streaming in abbonamento – oltre all’accesso via cavo o via satellite. Tra i fedelissimi tra i 18 e i 34 anni la percentuale di “impilatori” sale al 76 percento.

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