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Privacy, campagna elettorale: per sms e email serve il consenso

In un provvedimento ad hoc l’Authority ricorda a partiti politici e candidati le modalità di uso dei dati personali dei cittadini

24 Feb 2010

Per fare campagna via sms ed e-mail, partiti e candidati dovranno
ottenere il consenso degli interessati. Sono alcuni punti salienti
del decalogo del Garante della Privacy in vista delle elezioni
regionali e amministrative del 28 e 29 marzo. In un provvedimento
ad hoc (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 22 febbraio), che
conferma le regole già previste dal provvedimento generale del
2005, l'Autorità, come accade per ogni campagna elettorale,
ricorda a partiti politici e candidati le modalità per usare
correttamente i dati personali dei cittadini (come indirizzo,
telefono, e-mail).

A meno che i dati personali siano stati forniti direttamente
dall'interessato, è necessario il consenso per particolari
modalità di comunicazione elettronica come sms, e-mail, mms, per
telefonate preregistrate e fax. Stesso discorso nel caso in cui si
utilizzino dati raccolti automaticamente su Internet o ricavati da
forum o newsgroup, liste di abbonati ad un provider, dati presenti
sul web per altre finalità. Sono utilizzabili anche i dati degli
abbonati presenti negli elenchi telefonici accanto ai quali ci
siano i due simboli che attestano la disponibilità a ricevere
posta o telefonate. Sono ugualmente utilizzabili, sempre con il
consenso degli interessati, i dati relativi a simpatizzanti o altre
persone già contattate per singole iniziative o che vi hanno
partecipato (come referendum, proposte di legge, raccolte di
firme).