SCENARI

Radio digitale, scatta l’allarme: “Frequenze insufficienti, trasmissioni a rischio”

Le imprese del settore fanno ricorso al Tar contro la delibera Agcom, Rossignoli (Aeranti-Corallo): “Le aziende che non potranno operare fin da subito con la nuova tecnologia matureranno un incolmabile ritardo. Con ripercussioni sulle dinamiche concorrenziali”

Pubblicato il 18 Ott 2018

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Radio digitale, scatta l’allarme delle associazioni di categoria: “Frequenze insufficienti per l’avvio della nuova tecnologia”. A rischio anche le trasmissioni Dab+ con sistemi installati sulle auto. E le imprese del settore fanno ricorso al Tar chiedendo l’annullamento della delibera Agcom. Lo dice Aeranti-Corallo che spiega come la Legge di Bilancio 2018 preveda che i ricevitori radio venduti dal 1° gennaio 2019 dai produttori di distributori al dettaglio debbano consentire la ricezione radiofonica digitale (dal 1° gennaio 2020 l’obbligo viene esteso agli apparecchi venduti ai consumatori). “Le frequenze disponibili tuttavia non bastano per l’avvio della nuova tecnologia da parte di tutti i soggetti operanti in analogico (concessionaria pubblica, radio nazionali private, radio locali) – dice Aeranti – e, ad oggi, mentre la radiofonia nazionale opera in vaste aree del Paese, l’emittenza locale può operare solo in alcune zone limitate”.

L’Agcom, con delibera n. 465/15/CONS, ha suddiviso il territorio italiano in 39 bacini per il servizio radiofonico digitale terrestre. “Allo stato, tuttavia – dice l’associazione -, sono state pianificate le frequenze in solo 16 di tali 39 bacini e la relativa assegnazione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, è avvenuta in solo 10 di tali 16 bacini. Nei rimanenti 29 bacini l’emittenza locale non ha, ad oggi, la possibilità di trasmettere in digitale. La recente delibera Agcom n. 290/18/CONS, con la quale è stato approvato il nuovo piano delle frequenze per la tv digitale terrestre (PNAF 2018), è intervenuta anche nel settore radio, riducendo ulteriormente gli spazi per il dab+”.

“Le radio locali, nel mercato analogico, hanno circa il 40% degli ascolti e della raccolta pubblicitaria – dice Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo -. Vi sono alcune regioni in cui una radio locale è la prima negli ascolti. Le imprese radiofoniche locali di Aeranti-Corallo hanno investito nella nuova tecnologia e hanno costituito da tempo numerose società consortili per l’avvio delle trasmissioni digitali. Tuttavia – ha aggiunto Rossignoli – a causa della scarsità delle frequenze l’emittenza locale non può accedere a tale tecnologia in molte aree del Paese dove invece le radio nazionali stanno operando”.

“Le imprese che non potranno operare fin da subito in digitale matureranno un incolmabile ritardo rispetto a quelle che già vi operano – dice Rossignoli -, con grave pregiudizio in termini concorrenziali. Per tale motivo molti operatori di rete radiofonica dab+ in ambito locale facenti parte del sistema associativo Aeranti-Corallo hanno proposto ricorso al Tar Lazio chiedendo l’annullamento della delibera Agcom n. 290/18/CONS nella parte in cui la stessa prevede le frequenze per la radiofonia digitale terrestre”.

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