ReteCapri: "Pronti a entrare nel polo delle torri" - CorCom

TOWERING

ReteCapri: “Pronti a entrare nel polo delle torri”

L’emittente: “Sì alla creazione di un operatore di rete unico partecipato da chi detiene multiplex e da Cdp”

17 Mar 2015

A.S.

“I pericoli di un mercato fortemente verticalizzato e monopolistico sono elevatissimi, rischiano di annullare il pluralismo e distruggere ogni forma di concorrenza”. Così ReteCapri entra nel dibattito sulle torri televisive che si è aperto con l’Opas lanciata da Ei Towers su Rai Way. E auspica la creazione di un polo unico delle torri, precisando le proprie condizioni.

“Ben venga, come già presente in diverse nazioni, la creazione di un polo unico delle infrastrutture frutto, appunto, di partnership – commentano da ReteCapri – C’è, però, una importante condizione: garantire equilibrio consentendo agli altri operatori che detengono postazioni e impianti, l’accesso e non l’esclusione, altrimenti il risultato sarebbe monopolio assoluto. Il polo delle torri potrebbe avere la seguente partecipazione secondo la suddivisione registrata dalla stessa AGCom, corrispondente alla divisione dei multiplexer in concessione e cioè: Rai Way 25%, EI Towers 25%, Persidera 25%, H3G 5%,ReteCapri 5%, Prima Tv 5%, Europa Way 5%, Cairo Network 5%. La ipotizzata nascente società dovrebbe inoltre vedere la partecipazione della CDP (Cassa Depositi e Prestiti) quale garanzia della mano pubblica del settore a tutela del pluralismo”.

“Per questo motivo – conclude il comunicato – ReteCapri lancia la sua candidatura a far parte del polo delle infrastrutture – L’emittente infatti, con l’operatore di rete Premiata Ditta Borghini e Stocchetti di Torino, non solo possiede numerosi impianti di diffusione radiotelevisiva in tutto il territorio nazionale, ma resta l’unica tv tra quelle storiche (nata nel 1982) ad operare ancora sul territorio nazionale. Consentire il via libera parziale o totale a operazioni di concentrazione deve garantire un rafforzamento degli altri operatori a garanzia del pluralismo e della concorrenza”.