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LA NOMINA

Rutelli Presidente Anica per il triennio 2020-2022

La rielezione all’unanimità. Molte le sfide sul piatto: attesa l’approvazione delle nuove norme per gli investimenti e la programmazione da parte di tv e piattaforme digitali

09 Lug 2019

M. F.

Francesco Rutelli è stato rieletto all’unanimità Presidente dell’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) per il triennio 2020-2022.

Contestualmente alla rielezione si è tenuta la seconda riunione del Consiglio Cinema, Audiovisivo, Digitale. Due i punti all’ordine del giorno del nuovo Consiglio, fortemente voluto da Francesco Rutelli per connettere i diversi mondi della creatività e delle industrie cinematografiche, audiovisuali e digitali nei cambiamenti e nella competizione globale: industrie dei contenuti e trasformazioni digitali e i nuovi orizzonti della regolazione. A confronto, in un dialogo aperto con i partecipanti al Consiglio, il commissario Agcom Antonio Nicita, il Direttore YouTube South Europe Francesca Mortar e Riccardo Tozzi di Cattleya.

“La crescita dell’Anica, cui partecipano le grandi associazioni dell’esercizio, quelle dei cartoonist e degli esportatori, è marcata dal rafforzamento delle sezioni dei produttori, dei distributori e delle imprese tecniche, e dall’ingresso di nuove aziende fornitrici di servizi all’avanguardia, creatrici di contenuti digitali e promotrici di talenti, di nuovi produttori originari, di editori di contenuti audiovisivi specializzati”, ha sottolineato Rutelli.

Il 2019 – ha puntualizzato il Presidente – segna una positiva inversione di tendenza nelle sale cinematografiche, “frutto anche della collaborazione di tutta la filiera per rilanciare la stagione estiva”. Attesa l’approvazione delle nuove norme per gli investimenti e la programmazione da parte delle tv e delle piattaforme digitali. E Rutelli ha auspicato “la prosecuzione, speriamo accelerata e semplificata, dell’attuazione della Legge 220/2016”.

“Il prodotto della creatività italiana è in crescita, con una domanda che richiede maggiori investimenti privati e una sicura regia pubblica per far fronte agli enormi investimenti di nuovi soggetti globali in cinema e audiovisivo nei maggiori paesi europei e nel mondo. La crescente domanda di contenuti – ha concluso Rutelli – richiede anche di rafforzare le nostre capacità di co-produrre per un pubblico internazionale e di formare nuove professionalità in grado di competere in un ecosistema creativo e industriale radicalmente trasformato”.

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