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Scontro con la Cina, Yahoo! si allinea con Google. Alibaba: “Mossa avventata”

Secondo l’azienda cinese di e-commerce “le accuse mosse a Pechino non hanno alcun fondamento e l’appoggio è stato precipitoso”

19 Gen 2010

Una decisione “avventata”, che non tiene conto delle possibili
conseguenze. Ha definito così il colosso cinese dell’e-commerce
Alibaba.com la scelta del suo partner Yahoo! di schierarsi a fianco
di Google, che ha minacciato di ritirarsi dalla Cina (pur avendo
poi chiarito che per ora resterà) a causa dei problemi con la
censura e gli attacchi di hacker manovrati dal governo. “Il
gruppo Alibaba ha fatto sapere a Yahoo! che la sua dichiarazione di
‘allineamento’ alla posizione di Google della scorsa settimana
è stata avventata, visto che non esiste alcuna prova a sostegno
dei fatti denunciati dal motore di ricerca”, ha affermato il
portavoce dell’azienda John Spelich. "Alibaba non condivide
questa presa di posizione”.

Google ha fatto esplodere una settimana fa una polemica con il
governo di Pechino dichiarando che non avrebbe più tollerato la
censura sui risultati del suo motore di ricerca in Cina e i
cyberattacchi alle caselle di posta Gmail. Le cyber-spie cinesi, ha
spiegato Big G, hanno colpito l’azienda di Mountain View (e
un’altra trentina, a quanto pare) in cerca di materiale protetto
da copyright e informazioni su attivisti per i diritti umani di
tutto il mondo. Una portavoce di Yahoo!, che possiede il 39% di
Alibaba, ha immediatamente appoggiato la decisione di Google.
“Yahoo! è da sempre impegnata nella difesa dei diritti civili e
della privacy e sicurezza dei suoi utenti”, ha spiegato la
società americana. "Condanniamo qualunque tentativo di
infiltrarsi nelle reti di altre aziende per sottrarre informazioni
sui loro utenti. Ci allineiamo alla posizione di Google,
concordando sul fatto che questo tipo di attacchi sono
preoccupanti. Siamo fortemente convinti che la violazione della
riservatezza degli utenti è qualcosa cui noi, pionieri del web,
dobbiamo opporci”, ha aggiunto.

Alibaba controlla le attività di Yahoo! in Cina, il Paese più
popoloso del mondo con 380 milioni di utenti online; gestisce anche
il primo sito di aste online del Paese, Taobao.com, e la
piattaforma di commercio elettronico business-to-business
Alibaba.com. Le autorità di Pechino bloccano regolarmente
contenuti e siti Internet politicamente “non graditi” con un
vasto sistema di censura. Anche il sito di social networking
Facebook, il sistema di video-sharing di Google YouTube e il sito
di micro-blogging Twitter sono bloccati.